
E' una notte di quelle che capitano solo a Milano, quelle notti senza anima, senza stelle, che non usciresti di casa nemmeno se fuori – faccio per dire - ti aspettasse Jessica Alba coi capezzoli duri come noci. Ma sì, meglio la casetta tipo coperta di Linus (o era Snoppy... non ricordo), meglio la ciabatta di peluche ai piedi, il bicchierino di vin brulè accanto al pc, aprire il blogghino e buttar giù quel che ho dentro. Fumassi mi accenderei una Marlboro, light però, perchè alla salute ci tengo ancora. Ho 43 anni, cazzo, presto approderò ai 44 e sono ancora single, grazie a dio, anche se, più di una volta, mi sono salvato ai tempi supplementari. Voglio dirlo: essere single non significa essere felici, ma nemmeno infelici. Piuttosto è il vivere senza amore quello sì che rende infelici. L'ideale sarebbe essere single senza la responsabilità della famiglia, vivere solo di storie d’amore. Purtroppo è proprio l’amore che spesso non si trova, ed è tale l’ansia che si finisce per sposarsi o mettersi assieme per disperazione, pur di non essere soli.
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Dicevo ho 43 anni, anzi quasi 44, e alla mia età si arriva a capire che la donna, o l'uomo, ideali non esistono. Esiste la persona di cui ci si innamora, che magari è sbagliatissima, ma non importa se quella ci procura l’emozione. Le stupide farfalle nella pancia. Quella sensazione che, fin che dura, ci fa apparire meravigliosa anche chi non lo è. Per esempio quella che ho conosciuto poco tempo fa. Una bella, non proprio una ragazza ma eccitante; una Sharon Stone de’ noialtri (anche se a me S. S. non è mai piaciuta), una Sharon tirata su a pane e salame più che a bresaola e rucola. Se la perfezione è la terza misura, lei era una terza di faccia e una quinta di culo. Forse troppo, anche per i miei gusti. Certo che, oggi ragazze veramente brutte è difficile trovarne. Le poche, diventano una rarità e possono quindi acquisire un fascino speciale. D’altronde è risaputo che sono sempre le bruttine ad accasarsi per prime, perché non fanno paura agli uomini insicuri, cioè a quasi tutti noi maschi spompati e momentaneamente privi di vitamine esistenziali.
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Chissà se ha ancora senso corteggiare, oggigiorno? Ho letto da qualche parte che gli uomini corteggiano mentre le donne seducono. Bella storia, però sarebbe meglio se ci seducessimo a vicenda. Intendo anche le donne. Anche una donna può – e deve – poter dire a un uomo: “Mi piaci, vorrei conoscerti” e invece niente. Lo penso e lo dico: le donne sono oggi in piena regressione. Indossano gli hot-pants ma in testa hanno ancora il ricamo a tombolo. Non tutte, ovviamente, escludo le eventuali lettrici, ma a me da un po' di tempo gira così. E' che a me, le donne troppo addomesticate m’infastidiscono: preferisco maggior vivacità e personalità, anche per poterci litigare. Focalizzo l'idea: una strapazzacazzi con gli occhi della barista sotto casa. Una che ti rompa l’anima ma poi, nel momento che conta, non metta un muro tra sé e il cuore. Impossibile? Bah, siamo seri, ridiamoci sopra.
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Vaneggio o dico cose sagge? E' che in amore non serve l'esperienza, anche se ne hai tanta. Cioè voglio dire: non si impara dagli errori. Fosse così sarei infallibile. Saprei valutare quando approcciare, quando rompere, quando battere e quando levare. E invece sono qui ad inventarmi cazzate e a darmi pacche consolatorie sulla spalle. Prego un caffè, un tiramisù senza il mascarpone però che fa ingrassare, ed io alla linea ci tengo ancora, e qualche tiro immaginario di una Marlboro light. Dovrei riuscire ad innamorarmi, magari di una non troppo giovane, come quasi mai mi è capitato. Una tra i 30 e i 40, senza figli però, se no mi capita d'affezionarmi più a loro che a lei. Ai tempi di mio padre le donne erano vecchie a 30 anni, la loro unica stagione era l’estrema giovinezza, quella fino ai 20 anni. Oggi le 40enni se non si rovinano con il botulino e non assumono quell’aria desolata di chi vuol fare la figa a tutti i costi, possono essere attraenti e scopabili. Una così dico, sarebbe perfetta in questo momento, ovviamente senza compromessi. Né per amore né per sesso bisogna accettare ogni sorta di compromesso. Ragione e sentimento, “sense and sensibility”, mal si accordano, lo diceva anche J. Austen. Brillante, però una figa di legno. Bon, mi fermo qui, per ora.











