Conflitti emotivi di un macho-micio innamorato della vita e di Scarlett Johansson
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Etciuu! Ma gli alberi non potrebbero scopare come tutti? Polline di merda.
Eh dai, ce l’hai proprio con tutti, addirittura con la primavera.
Si vede che è il mio destino incattivirmi con il prossimo. Ti spiego: mia madre avrebbe voluto che diventassi un buon marito… fedele, attaccato alla casa e ai figli. Proprio quello che non è mai stato mio padre il quale, con il suo comportamento mi indicava a rimanere scapolo a lungo. La scuola (quel poco che ho fatto) avrebbe voluto fare di me un individuo obbediente, pettinato, ordinato, a posto. Mia nonna Fabiola invece sperava in un bell’ufficiale… “che stanno così bene con la divisa”. I genitori della mia ex-moglie, puntavano su un marito che guadagna, magari in società con il suocero. La mia ex-moglie ancora me lo sto chiedendo. I miei amici pretendevano un instancabile, pronto a bere, a giocare, sempre di buon umore e da mettere nel cassetto quando non è il momento.
E tu come sei diventato?
E chi lo sa?! Di certo non sono fatto di pongo, che si piega a tutte le volontà e cambia sempre forma…
Io detesto quel tipo d’uomini. Sono le classiche persone senza spina dorsale.
Infatti. Poi ci sono quelli che sono come l’argilla, che prima si piega ma poi si cuoce e non cambia più per tutta la vita. Duro, di carattere, ma è meglio che non trovi mai un sasso su cui cadere…
Poveraccio, andrebbe in frantumi.
Esattamente.
Sì, ma non ho ancora capito, tu come sei?
Hai presente una palla di gommapiuma? Ecco, io ho imparato fin da piccolo a rimbalzare sulle volontà altrui. Rimbalzando, oscillando, rotolando. Fingo un po’ di stare al gioco circa i desideri degli altri ma poi balzo via. E’ che a furia di rimbalzare adesso la gomma pare si stia screpolando.
Che metafora originale.
Grazie…
Guarda che non voleva essere un complimento.
Ti capisco, in effetti l’originalità non è sempre una qualità. Il più delle volte si riduce ad un mezzuccio per catturare l’attenzione del prossimo… qualcosa che catturi l’attenzione o lanci piccoli messaggi d’impatto senza una logica apparente. Per esempio questo post. L’ho ideato per rispondere ad una domanda di Lau sul suo blog: “Cos’è, secondo voi, l’originalità?” Ecco, questo è un piccolo esempio di originalità.
Mah… non credo che questo abbia a che fare con l’originalità.
Ok, e allora parliamo di qualcosa di veramente originale, qualcosa di cui non ho mai parlato prima: il pelo pubico!
Ehhh!! Ma guarda un po’ che razza di maniaco. Incredibile cosa ti deve inventare uno per cercare di apparire originale.
Tranquillizzati Scarlett, è che ho appena scoperto questo bellissimo link, in cui con un percorso fotografico si manifesta l’evoluzione, diciamo “ornamentale”, del pelo pubico femminile dal 1971 fino ai nostri giorni. E’ impressionante vedere quanto era folto il pelo delle donne fino a qualche decennio fa. E mica lo tenevano nascosto ma posavano per riviste come Playboy.
Sì, d’accordo, però adesso non avrai mica intenzione di chiedermi quant’è folta la mia patatina? Sai prima di lanciarmi in questa cosa dovremmo caricare il flusso costante d’intimità che corre da te verso me.
Dai, provaci… tanto per iniziare, comincia a levarti le mutandine e mostrami la farfallina…

Lunedì notte non riuscivo a prender sonno. I risultati delle elezioni mi avevano fatto precipitare in uno stato di comatosa animosità. Poi mi sono assopito e all'improvviso mi sono ritrovato proprio nello stesso posto (seduto sul divano del mio salotto) però in compagnia di gente. Una sfilza di personaggi strani: Walter Veltroni, Fausto Bertinotti, Indro Montanelli, Romano Prodi, Mara Carfagna in guepiere, Beppe Grillo ed uno strano tipo vestito come il dio Thor.
Walter – Guarda Carlitos, io ho fatto tutto quello che mi era possibile. Devi riconoscere che almeno ho gettato le basi per un futuro. Se mi alleavo con quella banda di dementi della sinistra arcobaleno non saremmo nemmeno arrivati al 20%
Fausto – Ehi tu vacci piano con gli insulti. Eri tu che affermavi che che il PD era ormai testa a testa con la destra, che avresti sfondato... e invece l’unica cosa che hai sfondato è stato il nostro elettorato.
Carlitos – Ragazzi non ricominciate a litigare su. In fondo eravate entrambi inadeguati, però cambiava poco… la verità è che la maggioranza degli italiani è berlusconiana nell’anima. Non c'è niente da fare, il giorno in cui Berlusconi gli cagherà in testa, questi penseranno che è cacao.
Indro – Ascoltate me: lasciatelo governare. Solo così gli italiani si faranno gli anticorpi a Berlusconi.
Carlitos –Indro questa l’avevi già detta nel 94. Come vedi non funziona… non siamo una nazione normale, questo è un paese di immunodepressi!
Walter – Secondo me è tutta colpa del mortadellone. Due anni di governo e ha fatto terra bruciata per dieci…
Romano – Walter stai sparando fesserie a raffiche… se non governavo così col cavolo che adesso eravamo in Europa. Saremmo con la vecchia liretta al posto dell’euro e con la super a 10.000 lire al litro!
Carlitos – Però Romano dai, almeno il conflitto d’interessi lo potevate sistemare, no?
Romano - Carlitos, anche tu non capisci… prima bisognava risanare i conti, il debito pubblico, gli sprechi, la corruzione…
Carlitos – E vabbè Romano, un bel successo: dopo due anni ci ritroviamo più poveri di prima e con il nano di nuovo in sella.
Mara – Ma smettetela tutti. La gente non è stupida come la dipingete, e se abbiamo vinto è perchè noi donne della destra siamo più belle. E poi per Silvio… Silvio, Silvio, per fortuna che Silvio c’è…
Carlitos – A cuccia Mara, anzi mettiti a quattro che Silvio così ti vuole… e poi non t’illudere, anche lui, come Mussolini, finirà nella pattumiera della storia.
Beppe – Ma basta Carlitos. Guardali: lo psiconano, uolter, prodi, casini… gente tutta uguale, politicanti di lunghissimo corso. Parassiti della società che hanno il coraggio di chiedere sacrifici agli italiani continuando a marcire nel lusso e la corruzione. Solo quando li vedremo andare al lavoro con il tram o viaggiare in low cost, allora forse potranno legittimamente chiederci due lire in più per fare anche noi la nostra parte.
Carlitos – Ok Beppe, ma per intanto cosa facciamo? Ti rendi conto che ci aspettano altri 5 anni del nano, cazzo!
Beppe – Che si fa? Ma belin...si espatria! Lo psiconano mica resiste 5 anni. Vedrai che tempo un anno e la montagna del debito pubblico si schianterà sulle crape degli italiani. Allora li sentirai i lamenti di quei coglioni di leghisti che cambiano una Cayenne all'anno e hanno anche il coraggio di frignare per le tasse.
Leghista – Qualcuno mi ha nominato?
Carlitos – Zitto Thor che stiamo parlando di cose che il tuo cervello ipodotato non può comprendere. E levati quel copricapo che sei ridicolo.
Leghista – Va da via i ciap! Comunisti, terun…via dalla padania
Carlitos – Dio, che sconfinata ignoranza…
Walter – Dai Carlitos, lascialo perdere. Bisogna farsene una ragione e poi non è la prima volta che le prendiamo. Ne abbiamo prese altre e siamo sopravvissuti. Sopravviveremo anche questa volta. O forse no? Oh dio, adesso ho un dubbio
Carlitos - Be', c'è sempre l'Africa. Te lo cantava anche De Gregori: chiudi la porta e vai in Africa, Celestino. Ricordo qualche anno fa dicesti che volevi andartene proprio là
Walter – Ahhh... sapessi che voglia che ho mollare tutto e partire. Magari potessi farlo… viaggiare lontani dall'Italia, tra gente nuova, scrivere un libro, giocare a freesby sulla spiaggia con qualche ragazza. Magari innamorarsi.
Carlitos – Ma come innamorarsi? Ma non sei sposato?
Walter – Eh lo so. Non t'immagini che palle…
Carlitos – E molla tutto allora… dai vieni compriamo due vecchi guzzoni e partiamo per l’africa. Pensa, un giro di cinque anni e ogni giorno una situazione diversa. La riscoperta del far niente… innamorasi, disinnamorarsi continuamente... e fanculo l’Italia.
Walter – E fanculo l'Italia. Sì mi hai convinto… partiamo.
Fausto – Vengo anch’io.
Carlitos – No Fausto tu non puoi, devi recuperare le masse operaie, ricordati che hai perso il contatto con la base operaia.
Mara – E io?
Ecco stavo proprio per risponderle, o farle qualcosa, quando mi sono svegliato di colpo. Un incubo nell’incubo.

14 aprile 2008... Povera Italia

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