
Parto per una vacanza a Cartagena. Finalmente! Bogotà, come tutte le grandi metropoli,
ha il maledetto vizio di strangolarti giorno dopo giorno.
Ho voglia di stendermi in una bella spiaggia, tra il cielo e il mare, e se riesco di concedermi qualche cenetta romantica al chiarore della luna. Mi piace l’aria dolce di Cartagena; qui le contraddizioni sociali sono forti come in tutto il Paese, però c’è un denominatore comune che unisce tutti, ricchi e poveri, bianchi e neri, ed è la rumba.
A Cartagena quando inizia la notte le vite di tutti si mescolano e le distinzioni di pelle e o di classe si annullano come per magia. E’ una cosa bellissima ed affascinate che però dura solo fino all’alba, quando si va a dormire…chi nel proprio hotel a cinque stelle e chi nella propria baracca di lamiera.
Bueno...ci si rivede martedì!










