lunedì, gennaio 30,14:00

 - La bufera di neve è passata e le strade sembrano un po’ meno schifose rispetto ai giorni scorsi. Addirittura fa un po’ meno freddo. O mi sbaglio? Sarà che mi fido solo dei gatti e quando li vedo gironzolare sul terrazzo vuol dire che la temperatura va meglio?!
 Certo il clima è sempre di cacca, ma, come dice qualcuno: almeno è cacca tiepida.
 
- Gianni Riotta su “Io Donna” ha scritto una cosa illuminante circa i libri e sul perché i
ragazzi leggono molto più degli adulti. Siccome hanno ancora poca esperienza d’amori,
di battaglie, di matrimoni, d’illusioni, speranze etc. i ragazzi surrogano la vita con le
pagine dei libri. In sostanza, i romanzi suppliscono alla vita che ancora devono vivere.
Poi, pian piano la vita c’istruisce, arricchisce, impoverisce e, alla fine, logora. Adesso
 capisco perché, negli anni, la media dei miei libri letti è paurosamente calata.
 
- Parlando di cose serie, ieri ci sono state le primarie per il nuovo sindaco di Milano.
Ho votato per Milly Moratti. Forse, nell’ottica antiberluska, sarebbe stato più utile
votare per lo strafavorito Ferrante. E infatti, leggo questa mattina le percentuali:
 Ferrante 67%, Milly Moratti 5,8%. E’ che i “vincenti” non mi sono mai piaciuti. Io faccio
sempre il tifo per i “perdenti”.
o
- Consiglio musicale del giorno: "The last good day of the year" dei Cousteau. Una
strombettata indolente è l'ideale per questi giorni pigri di fine gennaio.
author: carlitos_rojos
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sabato, gennaio 28,16:43

In una città grigia sprofondata nel nulla, vive spensierato un giovane (diciamo pure ex) imprenditore: improvvisamente, facciamo due anni fa, piomba nella sua vita  Luz (anche se questo non è il suo vero nome), una strana ragazza che fa uno strano lavoro e che sembra essere sola al mondo. I due, dopo un’iniziale travolgente attrazione fisica, cominciano ad amarsi veramente. Poi, come sempre capita, subentra la spossatezza. Per un lungo periodo i due si allontanano; pare definitivamente. A lui capita anche di viaggiare lontano e d’ innamorarsi di un’altra. Lei, nel frattempo, ha più di una storia; ma questo, lui non lo sa e non lo vuole sapere. La loro storia pare per sempre finita: lui con l’altra, lei, forse, con altri. Per mesi non hanno occasione  di sentirsi o di vedersi, anche perché, dove lei lavora, lui ha giurato di non mettere piede. Poi succede che lui, viene mollato dall’altra, stufa del suo brutto carattere e della vita nella grigia città sprofondata nel nulla. Lui, invece che intristirsi, n’è quasi sollevato. Aspetta una settimana e telefona a Luz . Si aspetta indifferenza o peggio, ma non è così. Si danno appuntamento, si rivedono ed è tutto come prima. Luz però, è insoddisfatta e spesso si lascia andare a lunghi periodi di depressione. Lui le propone di andare a vivere assieme, ma questo  non basta a Luz. Una sera, gli confessa che ha un figlio, ma questo lui lo sapeva da tempo. Luz si sente stracciata in due dalla voglia di tenerlo  con lei e dall’impossibilità (reale) di farlo. Lui l’assiste amorevolmente ma comincia a sentirsi chiuso in un sacco……
 
Lo sviluppo è apertissimo. Se Muccino si fa avanti glielo regalo. Ovvio che se ci prende come attori fa tombola, perché nessun altro saprebbe interpretare così bene la nostra vita.
author: carlitos_rojos
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venerdì, gennaio 27,09:42

Fa un freddo becco a Milano e non viene voglia di uscire di casa. Leggo sul giornale che un ministro del Governo di Berluscolandia c’invita ad abbassare la temperatura in casa. Allucinante! Siamo tutti prigionieri di un teatrino dell’assurdo che vorrebbe essere serio e invece è comico, anzi, tragicomico. Bisognerebbe ridere (una risata li seppellirà) e fregarsene. Ridere fa bene, stimola la produzione d’endorfine, l’ormone del benessere. Ridere aumenta l’energia psichica, neutralizza gli stress, migliora l’autostima. Se ci pensate bene, il massimo nella vita è stare in compagnia della propria partner e ridere assieme. Non esiste terapia migliore per sconfiggere il “mal di vivere”.
author: carlitos_rojos
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giovedì, gennaio 26,09:48

Ieri sera in compagnia dell’amigovia ho visto “I segreti di Brokeback Mountain”. E’ un bellissimo film e vale senz'altro la pena di vederlo, soprattutto se vi piacciono le storie d’amore disperate, quelle dove i protagonisti lottano  contro l’orrore del conformismo, cieco e dispotico. In questo mi ha ricordato “I ponti di Madison Country”. E’ anche un film terapeutico, guarisce da molti pregiudizi circa il modo d’intendere il mondo omosessuale. Vedere due cow-boy, tra l’altro per nulla effeminati, che si baciano sulla bocca e che fanno l’amore in una tenda sui pascoli, è stata una ‘botta’ sorprendente, a momenti perfino imbarazzante. Sessualità a parte, il film mi è piaciuto per la delicata storia (se non hai amore non hai niente), descritta senza nessuna retorica, quasi  fosse un documentario. Ringrazio l’amigovia per averlo scelto; io ero più propenso per andare a vedere “Lady Vendetta”. Film che abbiamo rimandato alla prossima occasione .
author: carlitos_rojos
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mercoledì, gennaio 25,10:15

- Rieccomi sul mio blogghino. Mettetevi calmi, sarà un post lunghetto e per rilassarvi vi metto un bel pezzo di musica new age. Il famoso corso di marketing che mi ha tanto impegnato in questi giorni si è, alla fine, rivelato un semi-bluff tanto che mi ha fatto ricordare la storiella dell’ubriacone che diceva: “Se bevo bianco piscio bianco, se bevo rosso   piscio ancora bianco. Tanto vale, allora, bere rosso che almeno qualcosa mi rimane attaccato.” Qualcosa, ecco, alla fine, qualcosa mi è rimasto attaccato dentro. Per esempio, quando hanno detto che : “gestire con successo un’impresa non richiede affatto una mente brillante; è sufficiente possedere “l’abilità commerciale”. Forza idioti, allora. Mi consola il fatto che applicare delle ricette scritte da altri è facile, mentre intendersi con la gente sporcandosi la camicia è molto più difficile e complicato.
 
- Resta il fatto che, di gente stupida iscritta a questo corso non ce n’era. Probabilmente, il più strambo del gruppo ero io, con le mie due piccole attività naif e la mia idea dell’impresa come un gioco. Gli altri (una trentina in tutto) erano preparatissimi ed incravattatissimi nonostante l’età media s’aggirasse sui 25/28 anni . Forse il più attempato ero io, anche se, lo giuro, non sembrava affatto. Anzi.
 
- In fondo erano anche simpatici, parlo degli altri presenti al corso, ed ho perfino fatto gruppo con alcuni di loro. Però si sa, è quel tipo di socialità un po’ forzata, che si crea tra persone che non si conoscono; tante mani da stringere, lo sforzo di voler essere brillanti a tutti i costi; qualche battuta, molti sorrisi col pensiero però da un’altra parte. Per un po’ stavo al gioco, poi la mia mente cominciava a divagare…pensavo all’amigovia, alla telefonata che avrei dovuto fare, al fatto che forse avrei dovuto essere altrove. Altrove?!
 
- Bisogna dire che l’hotel era di buon livello. Peccato solo che era parecchio decentrato e questo non invogliava ad uscire a piedi. Anche la cucina non era male, specialmente il brunch che avevano organizzato appositamente per noi. Tutti velocissimi nel mangiare, i giovani e motivatissimi manager…evidentemente, per loro, pranzare con calma, magari chiacchierando, è un capriccio bizzarro per gente che non ha null’altro da fare.
 
- Dicevo che mi sono un po’ rotto i coglioni, ma poi nemmeno tanto. Uno dei due tipi che hanno tenuto la conferenza, era molto simpatico. Durante il brunch ha chiacchierato con me e gli ho spiegato alcuni problemi endemici circa le mie dittarelle. Dalle sue risposte ho capito che nella mia scalcinata carriera    d’imprenditore   devo essere riuscito a commettere quasi tutti i peccati veniali e mortali del commercio e che se non sono ancora fallito è solo per la mia buona stella. 
Qui ho avuto un flash-back sul film visto pochi giorni fa, “Match Point” con la pallina che dopo aver battuto sulla rete rimane in bilico indecisa da che parte cadere. Fino ad ora ho avuto fortuna, ma sarà sempre così?
 
- Forse il senso di tutto il corso è racchiuso in una verità quanto mai lapalissiana, e cioè, chi semina bene raccoglie buoni frutti, mentre chi semina male raccoglie una mazza. Be’, non solo questo, ovviamente, altrimenti mi sarei già fatto restituire i soldi. C’era anche molta altra roba; cose interessanti, niente da dire, ma ho come l’impressione che ormai queste cose, con me, non attaccano più. I miei difetti sono troppo sedimentati, anche riconoscendoli potrei porci rimedio solo annullando il mio modo di essere. In buona sostanza siamo quello che siamo: la nostra azienda, il nostro lavoro esprime il nostro modo d’essere che, non dimentichiamolo, è già tutto formato e finito quando arriviamo a 15/16 anni. Dopo è solo un agitare la superficie.
author: carlitos_rojos
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