
- Adesso potete pure sciogliere le dita, tanto, se ho fatto le scelte giuste lo potrò scoprire solo tra qualche mese. Se invece ho sbagliato, pazienza… ve lo farò sapere, così mi potrete portare la cioccolata in carcere. Chissà se a S.Vittore o ad Opera c’è una connessione per internet?!
In ogni modo la prendo con filosofia. La vita ( es un carnaval) è una strada lastricata di scelte, ogni tanto s’inciampa. Ci si rialza, ci si dà una scrollatina ai vestiti, e si riprende.
- Questa leggera euforia mi piace, perché erano mesi che avvertivo una costante mancanza di motivazioni nel mio lavoro. Non sentivo il “senso” eppure continuavo ostinatamente ad andare avanti. Forse è per via del mio sangue crucco (mia nonna era austriaca) oppure è proprio vera quella teoria che sostiene che dopo un po’ di anni, il lavoro ti entra nel sangue come un fottuto virus, e non riesci più a smettere. Lo fai solo per il lavoro e non più perché ti fa guadagnare.
- Sicuramente ero abituato fin troppo bene. Fino a qualche anno fa bastava (metaforicamente parlando) scuotere un qualsiasi albero e veniva giù di tutto. Adesso, per raccogliere qualche misero frutto, sull’albero, bisogna salirci, e il più delle volte non si trova niente. In ogni modo, nell’azienda Italia, io ci credo ancora, se però rivince Berlusconi (tocchiamo ferro) affonderò come il Titanic. Certo, con tutti voi. Bella consolazione!
- Almeno questo “lavoro” offre anche dei lati divertenti. Il titolare di un’azienda d’abbigliamento pronto-moda, dopo avermi mostrato la nuova collezione per la primavera (tutta robetta tipo minigonne inguinali e felpine ultra ridotte) mi ha detto: “Non ci si può vestire di solo moda, ci vuole un tocco in più, qualcosa di personale, lo stile.”
Sempre più convinto mi ha poi mostrato le foto della nuova testimonial: la Lecciso! Era così entusiasta che ho fatto finta di nulla.
- A proposito della testimonial: avrebbe dovuto esserci anche lei alla presentazione della nuova collezione. Purtroppo, a causa d’improrogabili impegni (un’audizione con Altman?), ci ha dato buca. Poco male, al suo posto c’era una giovanissima letterina (letteronzola, meteorina?) molto carina e sicuramente più adatta (per l’età) ad indossare tutine maliziose piene di apine gialle ricamate sul culo e sulle tette. Ok lo stile…ma il target è fondamentale!
- Nonostante tutto, oggi provo delle sensazioni di grande ottimismo. Sarà che sono di nuovo a casa mia, con le mie cose, il mio letto, la mia cucina, i miei fornelli (sono stufo dei ristoranti), le mie consuetudini, compresi gli scazzi con l’amigovia. Insomma, io dietro tutta questo grigio vedo cieli azzurri e orizzonti di gloria. In fondo “la vida es un carnaval”. Chissà cosa sto tramando?!