venerdì, marzo 31,16:11

Ci sono dei momenti in cui la ragione viene imbavagliata e messa a tacere. Succede quando, al suo posto, prende corpo la più pericolosa delle tentazioni: l’irrazionalità. Nel mio caso corrisponde alla voglia di buttare via le mie vecchie consuetudini e fare qualcosa d’avventuroso, di demenziale. Per esempio un viaggio in moto, magari di un anno, da qui fino all’estremo oriente.  La motivazione più forte è il sapere che se non lo faccio adesso non lo farò mai più; quello che mi trattiene è il mio lavoro che mi dà molte sodddisfazioni però  ha bisogno di molta dedizione. Sembra una cosa folle, eppure ci sto pensando da circa un mese. Molto dipenderà anche dall’esito di queste elezioni. Il responsabile di tutto è il signore che ha scritto questo libro.
author: carlitos_rojos
category: vacanze
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mercoledì, marzo 29,23:25

- Sono stupefatto davanti a tutta questa grande passione per la Nutella. Tutti quelli che conosco dicono che ne vanno matti, compresa l’amigovia che, a volte, ci rinuncia solo per i brufoletti che le vengono. Che strano, solo io sembro essere estraneo al fascino di questa cremuccia di nocciole e cacao. E pare che se ne faccia uso anche per fantasiosi giochetti erotici. Magari è divertente, ma  l’idea di spalmarmi il sesso di Nutella  mi provoca una leggera repulsione. Ma tant’è, ognuno ha i propri gusti.
 
- E’ indubbio però, che il rapporto eros-cibo ha sempre il suo dannato fascino. Mi vengono in mente le fragole e il latte di “9 settimane ½” , o il burro di “Ultimo tango a Parigi”. Gran film, vorrei rivederlo presto. Strano che lo si ricordi solo per la  scena anale, eppure raccontava una delle più belle storie d’amore e solitudine mai apparse al cinema. 
 
- Sempre a proposito di film: ho appena visto “V per vendetta”. Visto il trailer, pensavo fosse qualcosa tipo Matrix, ma non è per niente così. Più che un film d’azione, è un film politico, anarchico fino al midollo. Parla di ideali, valori e libertà. Di questi tempi non è poco. Altro non racconto per non rovinarvi il gusto di andare a vederlo. Lo consiglio a tutti.
author: carlitos_rojos
category: prelibatezze, cine-tv
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martedì, marzo 28,14:02

 
 
E' Scarlett Johansson la donna più sexy del mondo (e vorrei ben dire). Lo scrive la rivista FHM. Al 2° posto l’intramontabile si piazza Angelina Jolie; al 3° la splendida Jessica Alba. Ottimi piazzamenti anche per alcune delle mie culoncitas preferite: Eva Longoria al 13° posto, Vida Guerra al 21° posto,  Shakira al 22°. 
 
La canzone truzzolona che ascoltate in sottofondo sembra la stessa che ho postato ieri, ma è differente. Si tratta di una cover dei mitici Flaminio Maphia. Grazie a Vanda per avermeli segnalati. Se la versione di Pino D’Angiò mi faceva ridere, questa mi fa sganasciare.
 
A proposito di truzzi da discoteca, ecco  i 5 peggiori approcci per conquistare una ragazza:
Hei…che belle gambe che hai. A che ora aprono?
Hei ciao, mi presento: il mio nome è Pincopallino…ricordalo, lo urlerai più tardi
Hei ascolta... io, tu, panna montata, manette... che ne dici?
Hei, ciao…che ne pensi di una pizza e di un po’ di sesso? Come, no? Non ti piace la pizza?
Hei ciao…che belle scarpe. Vuoi scopare?
 
Ancora brutto tempo. Umido e freddo da rodere le ossa. Stiamo tutti, con una certa impazienza,  aspettando l’arrivo della primavera. Che si decida presto…sta’ puttana.
author: carlitos_rojos
category: esistenza, scarlett
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lunedì, marzo 27,17:04

- L’avete visto il nuovo bannerino lì in basso a sinistra? Provate a fare un po’ di scroll col mouse e lo troverete. C’è scritto  "adotta il voto di un immigrato”. Bene, cliccateci sopra e capirete di cosa si tratta. In parole povere è un invito a quelle persone arcistanche di Berlusconi, ma che faticano a sentirsi rappresentare dalla coalizione dell’Unione. Sono quelle persone che, probabilmente, il 9/10 aprile, si asterranno. A mio parere si tratterebbe di un tragico errore, un voto che andrebbe sprecato. Se non volete votare, fatelo almeno per qualcuno che questo diritto ancora non ce l’ha. Per qualcuno che, da una qualsiasi parte del mondo, è venuto a vivere proprio qui, che lavora con noi e per noi, che paga le tasse, che usufruisce i nostri stessi servizi, e che rispetta le nostre leggi. Insomma, il 10 aprile, scollate il culo dalla poltrona e andate a votare, se non per voi, almeno fatelo per Natasha, per Abdul, per Lui Cho, per Pablo. Per uno dei senza diritto.
 
- La state ascoltando la canzone che c’è in sottofondo? E’ esilarante. Mai sentito in vita mia nulla di più sorprendentemente trash. Questa mattina mentre la radio la trasmetteva non la smettevo più di ridere. Ho provato a cercare in internet il testo ma ho trovato solo questa divertente parodia che, se possibile, è ancora più trash dell’originale:
 
“Sono il re della serata, lo si vede dall'entrata
Si buttano ai miei piedi, tutte in tackle e scivolata
Con il rischio imprevisto, che me stacchino il menisco
Basta un disco
e gia' so’ listo, con l'aiuto di un gin liscio
C'e' la mora c'e' la bionda, quella bassa alta o ricca
Ho un tatuaggio co la scritta, "Richard Gere me fa ‘na pippa!"
Sulla pista indiavolata li' per li' l'ho strapazzata
L'ho lanciata riafferrata senza fiato l'ho lasciata
Tra le braccia m'e' cascata era cotta innamorata
Per i fianchi l'ho bloccata e ne ho fatto marmellata
Oh yeah, ..se dice cosi' no?e poi.. e poi.. "
 
Già…e poi le ragazze ti prendono a mazzate…altro che marmellata!
author: carlitos_rojos
category: musica, esistenza
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domenica, marzo 26,16:43

 

 
Da repubblica:  l’esperienza di una notte romana di una giornalista ecuadoriana.
 
"Era stata una bellissima serata romana. Una festa a due passi da Piazza Navona. Ma
chissà cosa avevo mangiato, o forse è stato il freddo. Insomma, verso mezzanotte m'è
venuta un po' di nausea e ho deciso di tornare a casa. Ero stanca e questo ha causato la distrazione che mi è costata tanto cara. Ma quella festa si svolgeva nel luogo dove lavoro
e mi era sembrato saggio lasciare là sia la borsa, sia il computer. Non mi andava di girare
 di notte con oggetti di valore.

Ho raggiunto a piedi Piazza della Chiesa Nuova e là finalmente ho trovato un taxi. Dopo qualche centinaio di metri la nausea mi ha sopraffatto. Ho chiesto che si fermasse. L'aria
fresca mi ha fatto bene in pochi minuti. Stavo risalendo sulla macchina quando l'autista, bruscamente, ha detto: "La corsa finisce qua. Venti euro". Chissà cosa gli è passato per la mente. Non credo di avere l'aspetto di un criminale. Gli ho fatto notare che era una cifra esagerata e che stavo male. Niente da fare. Ho chiamato la polizia. Sono arrivati poco dopo. Senza sentire le mie ragioni, dopo aver parlato col tassista mi hanno ordinato di dargli,
chissà perché, 17 euro e l'hanno congedato. Quindi, sentendo il mio accento, mi hanno
chiesto il permesso di soggiorno.

L'incubo è cominciato così. Ho spiegato perché non l'avevo con me. Ma bastava che facessi una telefonata e me l'avrebbero portato subito. Per tutta risposta mi hanno sequestrato il cellulare e mi hanno ordinato di entrare nella loro macchina. Così mi sono ritrovata nel commissariato di via Farini, chiusa in una stanza. Ero sbalordita. Ho chiesto di parlare
con un superiore. Mi hanno detto di stare zitta. Ero una straniera senza permesso di soggiorno, e basta. Non so quanto tempo sia passato, forse un'ora. Fatto sta che uno dei due agenti mi ha detto che dovevo tornare in macchina: mi accompagnavano a casa. Non era
vero. Stavamo andando esattamente dall'altra parte di Roma. Ho implorato una spiegazione. Risposta: "Non hai i documenti, stai zitta".

La vera destinazione era la questura centrale. Non mi hanno risparmiato nulla: impronte digitali, foto-segnaletica. Stavo sempre peggio. Solo dopo averli pregati tre volte mi hanno concesso di andare in bagno. Quando sono uscita dalla toilette, alcuni poliziotti hanno cominciato a dire battute al loro collega che mi aveva accompagnato. Naturalmente era rimasto fuori della porta, ma facevano commenti volgari.

Credo che siano passate altre due ore. Poi i due poliziotti mi hanno riportata al commissariato di via Farini dove, finalmente, ho potuto vedere il loro superiore. Come parlare ad un muro. Mi ha mostrato alcuni fogli da firmare. Li ho letti velocemente: mi dichiaravo responsabile di qualcosa. Ho rifiutato. A questo punto, senza alcuna spiegazione, mi hanno detto che potevo andarmene. Un poliziotto mi ha restituito il telefonino e indicato l'uscita. Erano le 5,30 del mattino.

Vivo in Italia da cinque anni. In questo paese sono rinata, ho studiato, ho trovato tanti
amici. Da quattro mi occupo dei problemi dell'immigrazione. Fino a quella notte del
13 marzo non mi ero mai sentita esclusa. No, non farò più quell'errore: incollerò sulla
 mia pelle il permesso di soggiorno. "Regolare" sì, ma sempre "extracomunitaria".
author: carlitos_rojos
category: esistenza
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