
Leggo sul giornale una cosa agghiacciante. In un futuro, più o meno prossimo, non esisteranno più razze, ma solo classi. Due gruppi sociali: i ricchi e i poveri. Dato che i ricchi tendono a preferire i loro simili, i due gruppi si differenzieranno anche geneticamente. I ricchi, ben nutriti saranno tutti alti e belli. Dall’altra parte i poveri, saranno condannati a riprodursi bassi e bruttini. Si prevede che i due gruppi saranno impermeabili tra loro, e quindi, chi ha poco avrà sempre di meno chi è nato ricco vedrà aumentare le sue fortune. E’ all’incirca quello che sta succedendo adesso, ma molto più accentuato. Per i tapini c’è una consolazione: si vivrà tutti più di 120 anni. A fare che, ancora non si sa.
Una cosa è sicura: avremo tutti lo stesso colore della pelle. Il color caffelatte. Per il resto, il futuro ci prospetta una lotta feroce tra la classe dei pennelloni (alti, colti, e ricchi) e i tapini (piccoli, sporchi e cattivi). Pare che questo sia un processo genetico già in atto ma che solo in futuro avrà un chiaro impatto sociale. In sostanza ci stiamo gia incamminando in quella direzione ma nessuno ne parla. Tutti attenti all’Isola dei Famosi e al campionato di calcio. Cazzo, svegliatevi… questo è Matrix.
Alti e belli contro piccoli e brutti. Io, essendo alto 1,80 e di bellezza media (modestamente parlando) non saprei proprio dove mettermi. D’altra parte le cose cambiano in fretta. Basta guardare gli adolescenti. Difficile che incontri un giovanotto più basso di me. Perfino alcune ragazze mi superano. Qualche giorno fa, passeggiando per Corso Montenapolene, ho incrociato un gruppo di modelli. Il più basso di loro mi sopravanzava di 15 centimetri. Ed erano tutti magri con spalle larghe e fianchi stretti. Subito dopo ho incrociato Coco (il giocatore dell’Inter). Anche lui era più alto di me, anche se di poco, e molto più magro e tonico. Strano, vedendolo in tv mi sembrava così cicciotello. Comunque il tipo se la tirava (camicia in jeans, maniche rimboccate, e cappellino alla cubana) ma la bionda che aveva sottobraccio era una ciofeca. La mia piccola al confronto sembrava Keira Knightley. 1 a 1 e palla al centro. Da lunedì riprendo a correre sul tapis roulant.
Pensavo una cosa: piacendomi le piccolette ( piccole e burrose, si sa ) sono quasi sicuro che i miei potenziali discendenti, nella Matrix del 2300, si collocherebbero tra i tapini. Quelli appena sotto i due metri, tanto per capirci. Presumibilmente faranno parte delle future brigate bassotti e si batteranno a morte contro il potere aristocratico e classista dei pennelloni. Hasta la muerte. A proposito di eredi: mi chiedo che tipo di padre sarei?! Con un figlio, in parte, saprei cavarmela (la solita complicità maschile), ma con una figlia? Che cazzo potrei mai dire ad una figlia?
p.s. sto ascoltando “The Wall” dei Pink Floyd. Difficile fare una graduatoria delle canzoni di questo gruppo, ma, quella che state ascoltando adesso è tra le mie preferite. Non vi pare?