giovedì, novembre 30,21:01

Dal corriere di oggi:

" Non è ancora mezzanotte, nella pancia della città sfreccia l'ultimo metrò. Sulla banchina di Porta Genova pochi passeggeri aspettano il loro treno. Ragazzi allegri usciti dalla birreria, uomini in abito da lavoro, qualche turista, gente in dormiveglia. In mezzo a loro, una ragazza con un lungo cappotto nero, accompagnata da un gruppetto di amici. È uguale a tante altre, se non fosse per un paio di orecchie di stoffa tra i capelli e uno stereo che porta dietro con sé. Il treno arriva, lei sale. E appena la metropolitana inizia la sua corsa, la ragazza inizia il suo show, con il cappotto nero che scivola via sulle note di un brano rock.

Il noioso ritorno verso casa si trasforma in un seducente spettacolo di lap dance tra i sedili del metrò. Una guêpière di latex nero percorsa da nastri di seta rosa, calze a rete autoreggenti, stivali in pelle che arrivano sopra al ginocchio, lunghi guanti neri: la misteriosa ragazza è diventata una sensualissima catwoman che ancheggia, si aggroviglia alle maniglie fredde. Forse somiglia più a Jessica Rabbit che alla «nemica del cuore» di Batman: sorride a tutti e tutti sorridono a lei. Qualcuno arrossisce se si struscia un po' di più, una signora cerca di liberarsi della gattina che si siede sulle sue ginocchia. Piccoli imbarazzi. Ma anche le donne la guardano con simpatia mentre le sue gambe sottili compongono ipnotici passi di seduzione. Il dubbio: forse è uno scherzo, una candid camera.

Curiosità fisiognomiche: somiglia di più a Michelle Pfeiffer in «Batman» o ad Halle Berry in «Catwoman»? Ad Halle Berry, quell'interpretazione, è valsa solo un «Razzie award» come peggiore attrice. La catwoman della linea verde, alla fine dello spettacolo, ha fatto un inchino ed è scesa dal treno premiata da un piatto di banconote e dai molti sorrisi accesi in una fredda sera di novembre."

Questa cosa è meravigliosa, specialmente per una città piatta e grigia come Milano. Chissà se si ripeterà? Ne dubito. Nel caso, invito miss Catwoman a lasciarsi vedere nel tratto tra le stazioni di p.ta Romana e il Duomo (l’unica linea della Metro che pratico). Saprei piacevolmente addomesticarla.

Miao.

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martedì, novembre 28,17:39

Ehilà, mica son morto, cacchio…sono vivo e lotto assieme a voi! Non ve ne frega niente? Be’, lo immaginavo. Sì lo so, sto un po’ trascurando il mio piccolo fuffa-blog … il fatto è che da un paio di settimane   lavoro a mille, ispezionando negozi ed ingrossi su e giu per la padania.  Alla sera, quando rientro a casa, mi sento uno straccio e dopo la doccia, bramo solo il mio letto caldo. Niente computer quindi, eppure di cose da raccontare ne avrei, compresi un paio di scazzi con la piccola. Si sa,  che in ogni rapporto sentimentale ho la predisposizione a cacciarmi “dans la merde”. Niente di serio,  comunque…non ho voglia di ritrovarmi single proprio adesso, in prossimità delle feste Natalizie (que tristesse). Vedremo magari dopo l’Epifania (che per coincidenza, tutte le feste se le porta via) se sarà il caso di mettere aria nuova nella mia vita.
Potrei anche  raccontare  che ho mangiato (a scrocco) in uno dei 10 migliori ristoranti italiani. Bene, anzi benissimo, però mi aspettavo qualcosa di più (in fatto di cucina le mie aspettative sono sempre spropositate). Altra cosa:  la piccola ristrutturazione di casa mia è finita e sono pienamente soddisfatto del risultato. Poi c’è che questa settimana mi sono sorbito vari viaggi in auto, e in uno di questi mi è capitato di ascoltare una vecchia canzone che m’ero completamente dimenticato. La sentite in questo post:  “Questi posti davanti al mare”. Che poesia, che meraviglia, che belle parole. In particolare un paio di strofe:
o
“Le ragazze di Firenze vanno al mare
hanno tutte cuori da rivedere
le ragazze di Milano han' quel passo di pianura
che è bello da incontare
che è bello da ricordare”.
O
Non lo so cosa voglia dire avere il passo di pianura, però mi piace.
Ahh…sempre in macchina ho sentito la notizia del mancamento del cavaliere e mi sono subito ricordato di un famoso detto colombiano: “A cada marrano le llega su San Martin”.  Comunque,  niente di fatto. Chissà, forse ha davvero ragione il suo medico: quello lì è immortale!
author: carlitos_rojos
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lunedì, novembre 20,12:01

I lavori di ristrutturazione procedono un po’ come con le ciliegie: una tira l’altra! Ho cominciato con il rivestimento in mattoncini della sala; poi ho cambiato il colore delle pareti perché stonavano col resto; poi le tende da abbinare. In seguito ho cambiato le luci, i quadri e adesso ho delle perplessità sulle vecchie poltrone. In definitiva, il mio appartamento mi sta succhiando tempo e sangue. Ecco cosa succede ad avere gusto e ad essere perfezionisti.

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venerdì, novembre 17,17:06

Sono stato da Castorama. Ho comprato dei mattoncini di paramento modello Cambridge, una latta di 2 litri di tempera arancione Max Mayer tonalità 63 M5, un barattolone di stucco-cemento e un po’ d’attrezzature varie. Il progetto è ambizioso: trasformare il mio comodo salotto new-age in un mix tra un loft newyorkese e un appartamentino bohemienne stile vecchia Parigi.  Ho appena cominciato ma mi sono accorto che riempire le fughe dei mattoncini è complicatissimo.  Sto bestemmiando tutti i santi del calendario, nessuno escluso.
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giovedì, novembre 16,18:04

Io ne ho  conosciuta una. Ricordo lo sconcerto, tutte le volte che la vedevo: lei, ridotta uno scheletro e io senza sapere che dire. Eppure, una volta, era davvero una splendida e florida ragazza. Poi aveva cominciato con una semplice dieta, una di quelle “fai da te”, micidiali,  ed era arrivata a cacciarsi due dita in gola ogni volta che mangiava.  Tempo fa mi hanno detto che era  in terapia - inutilmente - , e poi in clinica. Da tempo non ne so più nulla, spero che stia bene, che non si senta più brutta, grassa e vuota. Che magari sia felice anche con la taglia 46.

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