mercoledì, febbraio 21,20:31

Un salto veloce sul blogghino per avvisare tutti che sono ancora vivo. Il viaggio in classe turistica  è stato un'esperienza che forse un giorno vi racconterò. Non adesso però, adesso sono troppo occupato a vivere. Malconcio ma vivo, vivo e non vegeto! Ragazzi qui a Bogotà si sta da dio, e soprattutto, non ho piu’ l’impressione di star buttando la mia vita nel cesso. E poi - lo sapete anche voi - è bello cambiare vita ogni tanto: ti si allargano gli orizzonti, cambiano le prospettive, si capiscono meglio le cose, le persone, le situazioni. Mi capite? Credo di no, forse sto parlando di esperienze troppo personali filosofeggiando alla Pessoa....vale a dire: scrivere senza dire nulla.
.
Si sta bene, dicevo, peccato che gran parte del mio tempo sia stato fagocitato da vecchi problemi che solo adesso poso mettermi alle spalle. Per fortuna che a Bogotà esiste sempre la rumba notturna, l’unica ricetta che ti rimette in pari con la vita. Avrei molte cose da scrivere ma prima ho bisogno di filtrarle, di aspettare che si depositino dentro. Poi vi racconterò. Questo fine settimana partirò per Cali. Tornerò a Bogotà all'inizio di marzo. Vediamo se in mezzo a questo bailamme riuscirò a ritagliarmi anche uno spazio per una piccola vacanza a San Andres. Ho voglia di mari salati, di rossi tramonti e di spiaggie infuocate! Presto però, altrimenti mi spoetizzo. Detto questo è ovvio che il paese di Berluscolandia non mi manca. Ho appena letto nel web che Prodi si e’ dimesso, che Berlusconi è raggiante. Insomma in Italia piovono solo pietre!

p.s. Non ho dimenticato le vostre cartoline...giuro che appena smetto d'impollinare (ah ah...sto scherzando) ve le scrivo
author: carlitos_rojos
category: vacanze, esistenza
comments: commenti (14) | commenti (14)(popup)

venerdì, febbraio 16,00:46

 

Ho preso una cotta per una nuova cantante.  Si chiama Madeleine Peyroux. Devo dire che fisicamente è carina però è lontana dai miei gusti (Norah Jones…tanto per dire, m’attizza molto di più) ma non è questo: mi sono innamorato delle sue canzoni, del suo swing, della sua voce elegante. Ho anche letto che ha un passato di musicista da strada a Parigi. Definitivamente è un tipino che mi piace.
 
Ieri ero al ristorante con la piccola. Dopo aver pagato il conto, il cameriere  ci ha salutato dicendoci “Arrivederci ragazzi”. Ragazzi?! A me che ho passato la quarantina.
 
Con la piccola le cose vanno bene però litighiamo spesso. Niente d’importante però, solo piccoli scazzi,  punzecchiature. Lei è specializzata nel punzecchiare. Con l’amigovia volavano piatti, scarpe e roba pesante, con lei invece solo punture di zanzare. Chissà perché non riesco mai a mantenere l’armonia a lungo?! Spesso ho pensato a questa cosa e sono giunto alla conclusione che è colpa mia. Per primo dovrei essere più accomodante e poi, lo ammetto, sono umorale. Sono così umorale che avrei bisogno di aver almeno due/tre fidanzate da poter gestire a giorni alterni. Ovvio che le stesse esigenze ce l’ hanno anche loro, le mie partner intendo. Ma anche tutti quanti. La monogamia è la prova provata che viviamo in un mondo privo di logica.
 
Ehm, questo è (forse) il mio ultimo post prima della partenza. Parto domani. L’ho già scritto? Sì…e vabbè…e se cadesse l’aereo? E se mi venisse uno sciupon? Beh, almeno avviso tutti che sono preparato al peggio. Magari qualche blogger pieno d'intuizione scoprirà la password del blogghino e potrà così continuare ad aggiornarlo anche senza di me.
author: carlitos_rojos
category: esistenza
comments: commenti (9) | commenti (9)(popup)

martedì, febbraio 13,14:27

 Miei cari ma soprattutto, mie care amiche blogger…credo d’averlo già scritto, ma sarà bene ripeterlo: questo fine settimana parto per la mia bella terra natia, altresì nota come l’Eldorado, ma anche come “la figa del mondo” (così definita da un mio amico). So che non sentirete la mia mancanza o, al massimo, farete finta di sentirla (false!). Non datevi troppa pena…tornerò alla fine di marzo carico di novità e di nuove energie. Tranquilli…il mio blogghino non rimarrà abbandonato poiché, nella mia casa di Bogotà, qualcuno ha già provveduto a riattivare la connessione internet.
Probabilmente sarò piuttosto impegnato, e quindi aggiornerò il blog con meno frequenza. Vedrò comunque, di tanto in tanto, di trovare quella mezzoretta per leggere novità da Berluscolandia e magari i vostri derelitti blog. Ehm, ehm…se qualche amico/a blogger vuole ricevere un’incantevole cartolina postale (ovviamente autografata da me) per bullarsi con l’universo, può scrivermi privatamente l’indirizzo. Ai caballeros prometto cartoline genuinamente faunistiche (ci siamo capiti…no?) alle senoritas invece solo immagini di paesaggi incantevoli.  Nessuno si aspetti roba illegale celata sotto il francobollo! Sono un bravo ragazzo, io!
.
p.s. domani è San Valentino, patrono di tutti i cuori trepidanti… una raccomandazione per i ragazzi: se volete veramente farla contenta non fatevi fregare ancora una volta dal sentimentalismo. In parole schiette: niente fiori ma solo opere di “pene”…
author: carlitos_rojos
category: esistenza
comments: commenti (23) | commenti (23)(popup)

sabato, febbraio 10,19:54

E’ da questa mattina che mi ronza nelle orecchie una canzone dei Talking Heads (si sente?). Dev’ essere la primavera incombente, oppure il mio viaggio in Colombia che si sta approssimando (la prossima settimana). Sto già cominciando a pensare cosa mettere in valigia. Da qualche anno il problema è diventato il peso: quasi tutte le compagnie ormai lasciano passare al massimo 25 kg. Pochissimo. In pratica devrò rinunciare a molte cose. Alle scarpe per esempio: massimo due paia. Niente bottiglie di vino nè pezzi di parmigiano da regalare agli amici. Col bagaglio a mano poi, non ti lasciano portare quasi nulla. Meno male che noi uomini abbiamo molte meno esigenze delle donne. Mi basteranno un paio di giacche, qualche pantalone, una mezza dozzina di camicie. Tutto qui. Con poche cose ben scelte un uomo è sempre elegante. Nello specifico io mi attengo a queste semplici regole:
 
I jeans. Non è importante che siano strausati o, al limite, strappati, quello che conta è il taglio. Assolutamente basso in vita, gamba stretta e lunga abbastanza da coprire per bene le scarpe.
 
Le giacche. Nell’armadio, tra leggere e pesanti, ne ho quasi una dozzina. Tutte esclusivamente nere e blu. Niente colori stravaganti o gessati da mafioso. Ho buttato via anche le mie vecchie giacche di pelle da spacciatore. Nella giacca quello che conta è il girospalla (quelle di Armani sono le migliori) che dev’ essere perfetto e la manica, sempre lunga al punto giusto.
 
Le camicie. Detesto le fantasie (tutte) e i tessuti sintetici. Per il resto vanno bene quasi tutti i colori a parte il beige che, essendo biondo e di carnagione chiara (notare che sono mezzo colombiano…eh eh) evito come la peste.
 
Le scarpe. Per me la discriminante maggiore, quella che distingue  una persona elegante da una sciatta. Niente scarpe da tennis o scarpe economiche con la suola di gomma. Sulla scarpa non si risparmia.
 
Le maglie. Evito come la peste i maglioncini in lambswool, in finto chasmire, in lana merinos e via discorrendo…tutta roba economica che però, dopo un solo lavaggio, manifesta quei tristissimi pallini. Solo maglie in filato pettinato di primissima qualità. Costano ma poi ripagano.
 
Accessori. Non porto mai cravatte (penso che l’uso della cravatta dovrebbe essere limitata ai soli bancari e alle feste di matrimonio) …niente anelli, bracciali e catene d’oro. Niente orologi costosi nè occhiali eccessivamente firmati (apro una parentesi: il mondo è già troppo brutto per peggiorarlo mettendosi addosso roba firmata D&G o Versace). Ovviamente niente calzini bianchi ne colorati.
 
Quanto spendo. Relativamente poco. Ovviamente sono favorito dal mio lavoro che mi permette d’acquistare i capi d’abbigliamento a prezzi d’ingrosso. Ma non è questo: io cerco sempre capi di buona qualità a prescindere dal prezzo.
 Anzi, diciamo che non è quasi mai una questione di prezzo o di moda… io credo che non ci si può vestire di solo capi firmati, ci vuole un tocco in più, qualcosa di personale, qualcosa che non si vede, quasi trasparente…cosa? LO STILE. Capito?
author: carlitos_rojos
category: esistenza
comments: commenti (37) | commenti (37)(popup)

venerdì, febbraio 09,15:48

Esilarante questo scambio di mazzate tra Michele Serra e la scrittrice Isabella Santacroce.
Tutto è cominciato con un articolo di Michele Serra sulla rubrica “l’amaca” (La Repubblica) di martedì 6 febbraio.
 
Scrive Michele Serra:
In una discoteca bolognese la scrittrice dark Isabella Santacroce, con una svastica al braccio, ha introdotto una performance musicale con un discorso di Mussolini. Accolta da muggiti e urla di protesta, ha spiegato che la svastica è solamente un fatto estetico e che porta spesso anche la stella di David perché si sente ebrea.
Mi aggrappo, in questi casi, alla mia sana stupidità, per difendermi dall’eccesso di intelligenza di una signorina che cambia svastica e stella di David come si cambia modello di giarrettiere. Se tutto, qui da noi, diventa "estetica", gioco intellettuale, chincaglieria notturna per fare l’alba in tiro, allora tanto vale, signorina Santacroce, che arrivino in fretta i barbari (le armate cinesi? la cavalleria araba? I sanfedisti riorganizzati da Ratzinger?) a farci chiudere i battenti. Sa come accade, in questi casi: i sopravvissuti vengono adibiti a mansioni servili, i più fortunati possono insegnare la filosofia e l’algebra ai figli dei capi invasori, i meno devono pulire i cessi. Per l’occasione, quando saremo entrambi trascinati in ceppi alla corte del Gran Mogol, le raccomando, signorina, di vestire molto sobriamente. Nel caso fossi al suo fianco, le presterò volentieri un paio di jeans e una maglietta: senza scritte.
 
Oggi sempre su Repubblica, c’è la risposta  piccata della scrittrice Santacroce con la replica - a mio parere fantastica - di M.Serra
 
Lettera di Isabella Santacroce:
Caro signor Serra, non ho indossato una svastica per adornare frivolamente le mie vesti: possiedo una mente complessa, esigente, bisognosa di rivendicare la sua presenza.
Come performer, ho creato un dj set, raccontante la violenza subita incessantemente dagli esistenti, io stessa, abbigliata in quel modo, divenivo parola, grido muto.
Bisognerebbe allora punire, oppure deridere, il dipinto “Little boy blue” di Mark Ryden, rappresentante “il fascino del contrasto fra l’innocenza e il male”, secondo le parole del suo autore, dove un bellissimo bimbo ariano, dallo sguardo freddo e penetrante, siede sul suo triciclo, con indosso un completino rosa e azzurro, provvisto di svastiche.
Bisognerebbe allora biasimare, oppure schernire, l’artista tedesca Katharina Fritsch, la quale, con il simulacro di una svastica, che è al tempo stesso un composito candelabro funebre, ha voluto rappresentare il potenziale di morte a cui può condurre l’egocentrismo, usando il suddetto riferimento al nazismo, collegandolo alla perversione morale dei dittatori, incapaci di vedere la realtà se non come una propria emanazione.
Bisognerebbe allora condannare, oppure irridere, il film “Amen” di Costa-Gravas, in quanto, il suo manifesto, ideato da Oliviero Toscani, è un incrocio tra una croce e una svastica. Costa-Gravas ha spiegato:”I dieci anni di connivenza tra i portatori della Croce e quelli della svastica non sono un’invenzione grafica: quella locandina non fa altro che riassumerli”.
Bisognerebbe allora uccidere l’arte, zittirla.
 
Risposta di Michele Serra:
Gentile signorina Santacroce, l’arte ha il diritto e addirittura il dovere di dare scandalo. Ma ha il dovere – se è arte – di essere all’altezza dello scandalo. Portare una svastica è come portare una croce: bisogna avere spalle larghe. Abbia pazienza: preferisco Primo Levi.
author: carlitos_rojos
category: esistenza
comments: commenti (7) | commenti (7)(popup)