martedì, luglio 31,13:07

Uno  si mette a scrivere nel web perché…già, perché? Vai a vedere che adesso non se lo ricorda più il perché. Forse ha cominciato perché aveva del tempo (le cosiddette pause-blog) e voleva parlare del portentoso culo di Vida Guerra, poi non ha fatto altro che parlare di sè.  
 
Uno  si mette a scrivere nel web perché vuol far sapere al mondo che quella smorfiosetta di Scarlett Johansson lo fa uscire di senno, che vorrebbe incontrarla, portarsela a letto e  magari sposarla.
 
Uno  si mette a scrivere nel web perché la sua vita sentimentale spesso va a pezzi e capisce che buttar fuori tutto quello che gli macera dentro può servire. Meglio di una seduta dallo psicologo, e poi è pure gratis.
 
Uno si mette a scrivere nel web perché è capitato che una donna carina gliel’ha mollata proprio la prima sera che l’ha conosciuta, e allora sente l’impellente bisogno di dirlo, anche se di quella ragazza non gliene importa nulla.
 
Uno si mette a scrivere nel web perché si è innamorato di una donna,  ma lei gli rifila un due di picche perché è fidanzata di uno “importante”…uno incapace di farla ridere e piangere ma che lei non lascerebbe mai.
 
Uno si mette a scrivere su un blog perché in fondo sa che non serve a nulla, perché le persone che leggono i suoi post sono lontane dalla sua vita, mentre quelle che sono dentro nemmeno sanno che scrive.
 
Uno si mette a scrivere nel web perché pensa che avere un blog  è poco più di un giochetto. Poi però si accorge che anche nella sua vita “reale” sempre più spesso pensa e ragiona in forma di post.
 
Uno si mette a scrivere nel web perché è felice. No, perché è infelice. Magari perché è scazzato,  a volte perché è confuso e scrivere gli serve per ritrovare il filo della matassa. Scrive perché qualcuno/a lo possa trovare, perché vuole lasciare una traccia.
 
Uno si mette a scrivere nel web perché ha scoperto che le parole sono importanti. Le parole se scritte con sincerità possono essere  sangue e sperma, sudori ed odori. Le parole sono tracce di vita. E allora fiumi di parole nel web, perché vuole raccontare la sua storia, perché in fondo si tratta solo di fuffa esistenziale.
author: carlitos_rojos
category: scarlett, weblogs, culoncitas
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giovedì, luglio 26,19:02

- Poco da fare, poco da dire. Sono giornate tranquillamente normali. Innaffio le piante, questo dovrebbe tranquillizzarmi.
- Ho visto il film "Harry Potter e l’Ordine della Fenice" Che dire... noiosetto, ho sbadigliato per tutta la durata del film. Io ve lo sconsiglio però vedete voi. Casomai vi piacesse il genere polpettone senza sugo, è il film che fa per voi.
- Ieri ho messo una camicia bianca e ho acceso una candela. Le motivazioni sono queste qui (e su quelle ci sarebbe molto da discutere) … c’è poi il fatto che il bianco mi  dona moltissimo.
- Se proprio non avete niente da fare eccovi un filmato divertente. Bella anche la musica in sottofondo…che ne dite?
- Su Macchianera si è aperta un’appassionante discussione. Da una parte le tette e i culi delle bambole di “Ten Magazine” dall'altra i ragionamenti assennati di molte blogger. Viss e Giulia specialmente, sfoggiano doti intellettuali con un'impudicizia che ricorda quella usata per gli attributi del corpo. Figa contro cervello. Quale parte è più sexy?
- Ho postato una mia foto su questo blog. Appaio come mamma m’ha fatto mentre stò facendo a pezzi una bambola (una “pupa”). A leggerla così sembra una cosa inquietante, e invece no…addirittura un paio di blogger vorrebbero mangiarmi a bacini.
author: carlitos_rojos
category: esistenza
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sabato, luglio 21,18:19

Adriana: Hai letto di Maria Schneider?
Carlos: Sì, ce l'ha ancora con Bertolucci e Marlon Brando per via di quella famosa scena col burro.
Adriana: Chissà perchè? Mica l'avranno sodomizzata per davvero.
Carlos: Mah?! Lei dice che adesso per cucinare non usa più il burro ma solo olio d'oliva.
Adriana: Ah ah... certo che se fossi un pubblicitario sfrutterei la cosa.
Carlos: Come no. Potrebbero vendere l’idea alla  Olio Bertolli. Il claim potrebbe essere “Con l’olio fila dentro tutto più liscio”.
Adriana: Le allusioni erotiche presenti nella pubblicità odierna sono molto esplicite…quella della Yamamay per esempio è  indecente.
Carlos: E quella della Diesel ce l'hai presente?! C’è una modella con la bocca aperta con la faccia tutta impollinata. L’espressione è di una che te l’ha succhiato fino al midollo. Il messaggio è chiaro.
Adriana: Hai visto Elisabetta Canalis che fa pubblicità per la Tim?
Carlos: Sì, lei con quella faccia non ha bisogno di mettersi a quattro per alludere...basta lo sguardo e il sorriso...e le tette ovviamente.
Adriana: Sulle tette della Canalis non c'è discussione: lo dico da donna, sono il massimo, perfette, morbide e tonde...
Carlos: Le tette della Canalis sono le più popolari d’Italia, ed anche in quanto a culo non scherza. L’ho vista di persona un paio di volte: è piccolina ma ha due natiche tonde come due pompelmi rosa.
Adriana: Bella definizione.
Carlos: L'ho trovata su Velvet, in un test sul sedere delle donne. Alla domanda come definiresti il tuo sedere, le definizioni andavano da "una ciambella calpestata" a "una pera caduta da grandi altezze" fino all'agognata "piccola pesca".
Adriana: Una ciambella calpestata dev’essere terribile. Invece un sedere come una piccola pesca è il sogno di tutte noi donne.
Carlos: Spero di no. Piccola pesca è una termine che si addice più al sedere di una ragazzina che a quello di una donna. Va bene, al limite, per Kylie Minogue che è alta un metro e cinquanta e pesa 40 chili. Io preferisco il culo alla Jennifer Lopez: giottesco e ondeggiante quanto è giusto.
Adriana: A be’…quello per ondeggiare ondeggia…
Carlos: Ondeggia come dovrebbero ondeggiare tutti...comunque pare che quasi tutte le donne sono soddisfatte del proprio sedere, molto più che delle tette. Probabilmente perchè lo possono coprire. Come a dire "occhio non vede, cuore non duole".
Adriana: Con le tette invece è più difficile.
Carlos: Quelle si possono sempre gonfiare.
Adriana: Sai anche i glutei si possono gonfiare, come fanno le brasiliane: tette, culo, tutto.
Carlos: Vero, le ragazze brasiliane imparano prestissimo a fare l'amore e a farsi mantenere dagli uomini.Per questo la chirurgia estetica è così diffusa nelle ragazze, specialmente quelle povere, del Brasile.
Adriana: Capisco: tutto ciò che è esteticamente attraente può essere usato per scopare e dunque per vivere. 
Carlos: Mettono da parte un piccolo gruzzolo, si fanno operazioni rapide, poco costose e via, pronte a vendere l'immagine di sè al primo ragioniere o geometra in vacanza a Rio.
Adriana: E quelli magari al ritorno si vantano con gli amici di essere degli stracciacuori.
Carlos: Sai una cosa: almeno si accontentassero dell'avventura...macchè, quelli pretendono anche l'amore, i bacini, le telefonate notturne. Il sentimento. E quando riescono a portarle in Italia le esibiscono come un trofeo sportivo. Le mostrano agli amici e parenti e sottindendono: la vedete questa bella mulatta...ecco io l'ho fatta godere così tanto che adesso non riesco più a scrollarmela di dosso. Non vi immaginate che bestia d'amante che sono.
Adriana: Frottole pazzesche...
Carlos: Figurati che il più delle volte non sanno nemmeno come si fa a far godere una donna. Vengono in due minuti e si addormentano russando. Altro che maschio italiano passionale... e diciamolo, in Brasile i cosiddetti latinlover italiani sono una barzelletta.
Adriana:Il punto è che le brasiliane non s’innamorano di nessuno. E fanno bene. Sesso sì, quanto ne volete. Ma l'amore, quello ve lo scordate
Carlos: Sono le più sveglie di tutte...molto più delle italiane, delle francesi, delle spagnole, e anche delle colombiane, argentine ecc. che si fanno fregare tutte dal sentimento. Loro no...sono pragmatiche con un senso della vita molto più concreto.
Adriana: Mi viene in mente un titolo: "C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo".
 Ti sembra una cosa orribile?
Adriana: Certo che no...però non tirartela troppo col cinismo.
Carlos: Non sia mai detto...dopotutto in amore sono come un vedovo sconsolato...apparente scorza dura fuori, mentre dentro sono un pappamolla. Una contraddizione vivente. Una lettrice del mio blog mi ha scritto che ho un approccio distonico
Adriana: Distonico?
Carlos: Significa – secondo lei - che sono orientato alla ribellione piuttosto che a mettermi in linea...
Adriana: Suvvia…allora hanno ragione a dire che sei un faffone.
Carlos: Macchè faffone...semmai come dice sempre un'amica lettrice, sarei puffo arrabbiato...hai presente i cartoni animati dei puffi?
Adriana: Sì vagamente...
Carlos: Puffina chi se la imburrava? Secondo me era puffo arrabbiato.
author: carlitos_rojos
category: adriana
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giovedì, luglio 19,23:38

Milano in questi giorni è insopportabile. E non per il caldo, ma per la gente che si lamenta, che strippa, che rompe le palle. Che poi, a guardare bene, sono gli stessi che in inverno si lamentano perchè fa troppo freddo, che quando piove per due giorni sembra che siamo alle inondazioni, che quando tira un po’ di vento non escono di casa per paura dei tifoni. Esagerati! A me l’estate piace: la città si svuota, c’è l’esodo verso le solite località di villeggiatura e, almeno fino al controesodo d’agosto, Milano diventa perfino una città godibile. E poi il caldo bisogna saperlo vivere. Questa sera mi sono preparato una tazzona di gazpacho e l’ho gustata mentre su MTV trasmettevano le clips musicali di maggior successo. Rilassante, poi ad un certo punto, ecco la fine del mondo… Rihanna con “Umbrella”…che gioca con l'acqua, che ammicca, che muove le labbra, che inarca la schiena, invitante… Una boccata di pepe nero, altro che il piccante del gazpacho!
author: carlitos_rojos
category: musica, culoncitas
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martedì, luglio 17,15:44

L'aveva vista volare via...improvvisamente, proprio nel momento in cui la luna si levava più alta. "Sono sicuro…era sulle strisce pedonali e poi la strada era ben illuminata" disse alla polizia " stavo chiacchierando con un amico, poco lontano, e all'improvviso ho sentito quell'auto arrivare a forte velocità". Lei era bella, lo so che non si dovrebbe dire, ma quando muore una persona bella, la tragedia appare ancora più disonesta. Era vestita come tutte le ragazze della sua età...pantaloni a vita bassa, una tshirt scollata, scarpe col tacco alto scaraventate via a parecchi metri di distanza in mezzo ai campi di mais. E' volata via, all'improvviso e in quel momento il ragazzo ha pensato che non poteva essere vero...che doveva essere un sogno oppure - no, impossibile - un semplice scherzo del destino?!
O
Un sogno, un sogno...dev' essere stato solo un sogno, pensò il ragazzo il mattino. Però adesso la stanza era vuota. Allora cominciò a chiamarla e a cercarla dappertutto, in bagno, in cucina, stupidamente guardò perfino sotto il letto, ma ovunque lei non c'era. Pensò tra sè che era impossibile, che era stata solo una brutta allucinazione, ma non ebbe il coraggio di accendere il telefonino. Spalancò la finestra e sentì un vuoto dentro che proprio non poteva spiegare. Che strano incubo – pensò -  lei che volava...e io che cercavo di trattenerla per una mano. M'è sfuggita,  ma non importa, è stato solo un sogno, il più immane dei sogni, di certo non può essere uno stupido scherzo del destino.
 
author: carlitos_rojos
category: esistenza
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