domenica, ottobre 28,20:30

Ho sempre pensato che il blog è divertimento, cazzeggio, gioco, non prendersi sul serio. Un  rifugio quotidiano dove poter sparare ciò che mi frulla nella capa. Questo post, per esempio, con le mie dieci preferite (o scopabili o materassabili) con tanto di perché, dove e come. Sicuramente è una cazzata… ma vabbè.
 
1. Scarlett Johansson
Perché lei: non scherziamo… basta il film “Match Point” per spiegare tutto.
La prima volta che l’ho vista: nel film “Lost in Traslation” nel ruolo della fidanzata annoiata.
Il primo appuntamento con lei
a casa mia, di pomeriggio. Lei travestita da diva: tacchi alti, decoltès e abito in seta doppiato in chiffon. Sotto però, s’intravedono mutandine in cotone da mocciosetta prota da sculacciare e poi scopare.
Un piatto per lei:  con quella fisicità  con quello charme acerbo, Scarlett è un contrasto di sapori iperfemminili e non può che ispirarmi un piatto agrodolce preparato con il wok.
 
2. Kim Kardashian
Perché lei: perché è bella… bella con una faccia da porca inimmaginabile (vedi foto).

La prima volta che l’ho vista: in un
filmino xxx con l’ex fidanzato rapper Ray J che la scopava da dietro.
Il primo appuntamento con lei: in un locale marocchino di Milano, lo “Yacout”. Le chiederei di ballare per me la danza del ventre. Kim, esibizionista nata, non me la negherebbe.
Un piatto per lei: sempre allo Yacout, “tajine d’agnello con piselli e olive piccanti alla berbera”.

3. Jessica Alba
Perché lei: perché ha un modo di camminare che è inconfondibile. Perché la sua bocca  fa crollare ogni barriera morale. Perché è nata  in un posto che si chiama Pomona.
La prima volta che l’ho vista: in un episodio della serie Dark Angel. Mi ha subito mandato ko.
Il primo appuntamento con lei: la invito in piscina, simulo un crampo improvviso e annaspo. Lei mi salva rianimandomi con un bocca a bocca.
Un piatto per lei: con quelle labbra tentatrici c’è bisogno di un tipico piatto da risucchio. Linguine allo scoglio. La speranza è che alla fine risucchi anche me.
 
4. Halle Berry
Perché lei: perché è intelligente, sexy, sensuale. Perché in lei etica ed estetica si uniscono.
La prima volta che l’ho vista: in X-Men, però è con Catwoman che mi ha conquistato.
Il primo appuntamento con lei: a casa mia, lei con il costumino di catwoman e io che l'arresto mettendole manette di pelouche rosa.
Un piatto per lei: le micione, si sa, adorano il latte. Glielo verso sul corpo e poi glielo lecco tutto.

5. Eva Longoria
Perche lei: perché è bella, perché in un'intervista ha detto che trova estremamente eccitante farsi legare e sottomettere.
La prima volta che l’ho vista: in “Desperate Housewives” nei panni della moglie ricca e viziata.
Il primo appuntamento con lei: visto che ama i giochi di ruolo sado/maso con me andrebbe a nozze. Io mi travesto da marito affettuoso ma severo, lei da mogliettina spendacciona. Il seguito è immaginabile.
Un piatto per lei: so che ama molto gli hamburger e i pop corn, cibo che io detesto. Proprio per questo le preparerei un piatto lombardo: pizzocheri.
 
6. Jessica Biel
Perché lei: perché è uno schianto. Perché è l’erede naturale delle grandi dive di Hollywood, Jane Mansfield, Rita Hayworth. Perché ha un culo portentoso.
La prima volta che l’ho vista: sulle pagine web di Esquire e di Gear. Pochissimi centimetri di stoffa e tanta, ma proprio tanta, pelle nuda.
Il primo appuntamento con lei: ho letto che c’è perfino chi ha offerto 25.000 euro per uscire a cena con lei. Io ne offrirei altrettanti però vorrei assicurazioni sul dopo cena.
Un piatto per lei: è la classica americana, col timbro pin-up sulla chiappa destra, quindi ci vuole un roast-beef alto due dita e una patatona al cartoccio.
 
7. Lindsay Lohan
Perchè lei: perché è sexy con un’intuizione di follia nello sguardo. E poi mi piacciono quelle lentiggini sparse in tutto il corpo.
La prima volta che l’ho vista: il film “Mean Girls”. Rimasi basito e innamorato di lei.
Il primo appuntamento con lei: una così vorrei portarla nella camera di un motel, di quelle con gli specchi sul soffitto. Le farei di tutto.
Un piatto per lei: Lindsay merita qualcosa di dolce… una crostata di pere al cioccolato e una bottiglia di Porto.

8. Sienna Miller
Perché lei: perché è magnetica, solare nel senso che capta le energie e sprigiona calore. Perchè è dolce. Basta guardarla. Non ha bisogno di troppe curve, a lei basta il sorriso. Quel sorriso.
La prima volta che l’ho vista: nel film “Alfie” con il suo ex, Jude Law. In quel film lui la lascia ma poi si pente amaramente. E ti credo…
Il primo appuntamento con lei: in casa, preparandole una cenetta romantica. La ubriacherei di champagne e le chiederei di sfilare solo per me con la sua collezione Victoria’s Secret.
Un piatto per lei: pare che per mantenere la linea salti molti pasti, nutrendosi solo di Vodka e Red Bull. Io la trovo troppo magra, quindi le preparerei un piatto ipercalorico: tagliatelle gratinate al prosciutto. Poi budino al cioccolato con panna.
 
9. Elisabetta Canalis
Perché lei: ma come… ma non la vedete sulla pubblicità della Tim? Tra tutte le ragazze della porta accanto è la più bella.
La prima volta che l’ho vista: a “Striscia la notizia”… come tutti.
Il primo appuntamento con lei: è l’unica della lista che ho incontrato dal vivo parecchie volte. Il primo appuntamento potrebbe avvenire nel nuovo negozio P.E. di Corso Como.
Un piatto per lei: mangia poco ma di tutto, quindi l’ideale è portarla al Bento Bar per un sushi.  

10. Natalie Portman
Perché lei: perché l’ho vista nel film “Closer” ed era meravigliosa.
La prima volta che l’ho vista: mi pare nel film “Leon” quand’era poco più di una bambina.
Il primo appuntamento con lei: la porto in giro con la moto e faccio la faccia da cattivo per farla innamorare… se c’è riuscito Jean Reno, posso farcela anch’io.
Un piatto per lei: è vegetariana, quindi sdogano una bella insalata esotica e via.
author: carlitos_rojos
category: erotismo, scarlett, culoncitas
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giovedì, ottobre 25,00:12

Adriana: Dai cazzeggiamo un po’
Carlos: Sì, cazzeggio, cazzeggio, cazzeggio…
Adriana: Cazzeggio libero, cazzeggio per tutti…
Carlos: Siamo venuti al mondo per cazzeggiare, chi dice il contrario è un ipocrita.
Adriana: Cazzeggiare è comunicare. Ma comunichiamo?
Carlos: Anche un bla bla bla generico è comunicare.
Adriana: Anche i “bla bla” virtuali come questo?
Carlos: Certo non sottovalutarli. So di un amico che ha distrutto il suo matrimonio a causa di una chat.
Adriana: Io invece ne conosco uno che per un messaggio SMS ha perso la ragazza.
Carlos: Normale; e chi è che non si è fatto beccare con un SMS sbagliato?!
Adriana: Noi donne, in questo, siamo molto più attente.
Carlos: Te lo concedo, anche se la maggior parte di voi non è capace di far funzionare un videoregistratore.
Adriana: Che luogo comune.
Carlos: Sì, in effetti… io poi, devo ammetterlo, col pc sono proprio un dilettante. Una blogger mi ha  detto che - tecnologicamente parlando - sono ancora nella fase di Neanderthal.
Adriana: Ah ah ah… certo che ha ragione.
Carlos: D’accordo, però se devo mettere un tassello nel muro non provoco un cratere. Voi invece sì. Quindi, è vero che usate il telefonino meglio di noi, però davanti ad un trapano, un martello o una chiave inglese, vi bloccate.
Adriana: Se è solo per questo voi vi paralizzate quando dovete attaccare un bottone.
Carlos: Mai attaccato un bottone in vita mia, però se mi dai ago e filo lo faccio in un minuto.
Adriana: Tu sei un caso a parte: ti piace cucinare, usi la lavatrice, fai la polvere… tu sei un casalingo disperato.
Carlos: Cucinare mi piace davvero, tutto il resto lo faccio per necessità. Converrai con me che cucinare è un’attività piuttosto sexy!
Adriana: Sì, però vallo a dire ad una povera crista che cucina tutti i santi giorni per marito e figli e poi vedi cosa ti riponde.
Carlos: E vabbè…
Adriana: La verità è che una donna per fare impazzire un uomo dev’ essere una signora in società, una gran cuoca in cucina e una porca tra le lenzuola.
Carlos: Non esagerare. Per me è sufficiente la terza: porca tra le lenzuola!
Adriana: Attento a quello che dici, adesso hai la ragazza.
Carlos: Scherzavo… e poi, sessualmente parlando, la mia perversione basta e avanza per tuti e due. Non ho bisogno di aggiungerne altra.
Adriana: Eppure, pensavo, magari un po’ di vampirismo ;)))
Carlos: Figuriamoci. Questa dei vampiri poi è un luogo comune che i poveri rumeni devono portarsi in giro come un fardello. Un po’ come il “mangiaspaghetti” per gli italiani.
Adriana: Per non parlare poi del “rumeni tutti zingari”.
Carlos: Quello è orrendo. Qui in “padania” tutti sono convinti che ROM sia il diminutivo di ROMANIA. Un fraintendimento così idiota che a volte mi verrebbe voglia di picchiare...
Adriana: Hei, paladino dell’oppressione rumena tieni le mani a posto!
Carlos: Tu scherzi, ma sapessi quanta umanità c'è nelle donne rumene…
Adriana: Tutte?
Carlos: Quelle che conosco. Con in braccio un marmocchio ti offrono le loro "sarmele" come la cosa più preziosa del mondo. Si vede che sono abituate fin da bambine a faticare per quello che vogliono e ad apprezzarlo.
Adriana: Probabilmente perché la povertà le spinge a adattarsi meglio degli altri.
Carlos: Forse, ma non è solo quello. E’ questione d’umanità. Hanno tutte delle espressioni incredibili. Anche quelle più giovani hanno  facce che raccontano delle storie, senza bisogno di dire null'altro.
Adriana: Stop… fermo lì. Adesso mi stai andando troppo sul sentimentale. In fondo si voleva solo cazzeggiare, no? E poi da quando in qua tu guardi le facce delle donne? 
Carlos: Be’, ma la prima cosa che guardo in una ragazza è la bellezza del viso. L’armonia. Senza quella, un bel culo serve a poco.
Adriana: Però se la prendi da dietro non hai bisogno di guardarle il viso.
Carlos: Già, e il coinvolgimento emotivo dove lo metti? Una può avere un corpo stratosferico ma se la sua faccia assomiglia a quella di monaco tibetano hai voglia di eccitarti.
Adriana: E’ perché non hai abbastanza immaginazione.
Carlos: Può darsi, vedrò di noleggiarla.
Adriana: Buona notte.
Carlos: Buona notte.
author: carlitos_rojos
category: adriana
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lunedì, ottobre 22,21:01

Eccomi qua, caro blogghino, sfiancato dalla vita, dal lungo weekend, da questa città, dai nachos al formaggio (li ho ancora qui, sullo stomaco…burp!… vi salutano), e dal lavoro. Ecco, sono soprattutto sconquassato dal lavoro, tanto che questa sera ho preso una decisione suprema: smetto di lavorare, definitivamente! Non sto scherzando. Giuro che fino a domattina non se ne parla più. Amen.
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Fine settimana fuori città, ospite dai miei soliti amici toscani. Tutto bene, tutto rilassante e gradevole, come dev’essere un weekend al mare. Ho portato anche lei – così gliela faccio conoscere - ed è stato carino per tutti. Poco prima di tornare, la mia amica toscana, pinzandomi la manica della camicia mi ha sussurrato che lei le piaceva, che dopo tanto tempo finalmente mi vedeva disteso.
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Siamo tornati “a palla” perché avevamo in testa di andare a vedere “Ratatouille” e poi cenare in pizzeria. “Vedrai usciremo dal cinema affamati” le ho detto, già pregustando un certo languorino. E invece no… mi sono giocato tutto per una porzione di nachos comprata dentro il cinema. “Almeno una pizza!?” mi ha chiesto lei sconsolata. “No, mangiala tu, se ci riesci; io ti accompagno”. Ok, lei ordina, io prendo tempo (chissà, forse mi torna l’appetito) e contemplo il menù. Dopo cinque minuti ripassa il cameriere: “Non avete la polenta concia col capriolo?” chiedo scherzando (che mattacchione). Alla fine ordino una camomilla col limone mentre lei divora una pizza carica di carciofini e funghi. 
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Invece il film (Ratatouille) ve lo consiglio. E’ un piccolo capolavoro, che parla di topolini, di buoni sentimenti e di cucina. Come non provare tenerezza per quel topazzo con un’aspirazione così immensa: diventare un grande chef. Date retta a me: scaricatelo dal web, oppure meglio, gustatevelo al cinema. Però evitate i nachos al formaggio, rischiano di rovinarvi il dopo cinema!
author: carlitos_rojos
category: esistenza, cine-tv
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giovedì, ottobre 18,01:04

Adriana: Simpatiche le frequentatrici del tuo blog.
Carlos: Chi… le brigate rosa?
Adriana: Sì; una delle più intrepide ti ha scritto: “Le donne son state create appositamente per rompere.. gli schemi. e svelare i misteri.” Brava, sono d’accordo con lei.
Carlos: Se intendi nel senso di rompere gli zebedei, sono d’accordo anch’io.
Adriana: Stupido... cosa faresti senza le donne?
Carlos: Nulla, lo ammetto. Le donne sono sempre state l’elastico della mia vita.
Adriana: Sì, l’elastico delle nostre mutandine...
Carlos: L’elastico come spinta esistenziale, sciocchina. E' una motivazione primaria: ogni ragazzo vuole affermarsi nella vita perché così pensa di poter scopare donne sempre più sexy.
Adriana: Ma senti che roba…
Carlos: Negarlo sarebbe ipocrita. Poi, ovvio, dopo i vent’anni si cambia.
Adriana: Cioè, maturate?
Carlos: Diciamo che fino ad una certa età, maschi e femmine hanno frequenze diverse. Proprio non ci si capisce, ci attrae solo l’istinto sessuale, però, dopo l’amplesso, subito ci si separa: lei vuole carezze e coccole, lui vuole solo finire in fretta perché ha la partita con gli amici.
Adriana: Vabbè lasciamo perdere che è meglio, piuttosto sei ancora in debito con una catena.
Carlos: Sì, con quella di Nuvola: “ le 8 cose a caso che ti riguardano”
Adriana: Allora cosa aspetti?
Carlos: Ok, però avevo già fatto una catena sulle strane abitudini: questa.
Adriana: Ma quelle sono solo cinque. Trilly te ne ha chieste otto. Almeno aggiungi le tre che mancano.
Carlos: Va bene, però per ognuna dammi una traccia. Altrimenti finisco per scrivere solo cazzate.
Adriana: Ok. Allora comincio con un tema classico: l’amore.
Carlos: Ho sempre pensato che in un rapporto d’amore, ciò che unisce non è la fedeltà reciproca e nemmeno la passione, ma la simbiosi esistenziale.
Adriana: Questa l'ho già sentita. Cosa intendi per simbiosi esistenziale?
Carlos: Fare progetti in comune. Se con una ragazza non sento il desiderio di progettare qualcosa, significa che non ne sono innamorato.
Adriana: O viceversa.
Carlos: Ovviamente.
Adriana: Va bene, te la passo. Altro tema: la musica.
Carlos: Ho un mito: Caetano Veloso. Quel suo tocco leggero… quel suo modo di accarezzare la chitarra come fosse la schiena di una donna.
Adriana: Adesso l’ultima. La tecnologia. Hai qualcosa da dire su questo?
Carlos: Be’ sì e no, non sono un grande appassionato di pc o cose elettroniche, però all’inizio degli anni 90 ho preso una cotta per i videogiochi. Figurati che per circa due anni ho trascurato il lavoro, gli amici, finanche la ragazza per i vari Zelda e Final Fantasy. Poi di colpo, mi è passata. Mi son detto che in fondo la vita non valeva così poco da buttarla via con il Nintendo.
Adriana: Abbiamo finito?
Carlos: Sì.
Adriana: Notte, scemo.
Carlos: Notte, scema.
author: carlitos_rojos
category: adriana
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martedì, ottobre 16,21:14

Nidia (in realtà non si chiama così… è un nome di comodo), la mia ragazza rumena, si è tinta i capelli. Le sue amiche, le stesse che le hanno fatto la tinta, dicono che sta benissimo, e anche lei sembra soddisfatta. Io la preferivo castana, che è il suo colore naturale. Non lo so perché l’ha fatto: per la verità non ho mai capito questa smania tutta femminile di colorarsi i capelli. Di rosso, poi…
Mi ha chiesto: perché non ti piace? Ma perché non ne hai bisogno. Perché questo tipo di rosso (purple qualcosa…) non l’ho mai gradito. Perché l’ammoniaca fa male, e poi perché quando una ragazza comincia a tingersi i capelli entra in un tunnel da cui non esce più. Si comincia dall’età che ancora si gioca alle bambole Winx e si finisce quando ormai si è nonne. E poi è un vizio che genera una serie continua di aggiustamenti di colore che lascia sempre insoddisfatte. Una mia ex aveva cominciato con mogano ramato, poi rosso tiziano, rosso romano, rosso mestruato, biondo chiaro, biondo naturale, biondo urina. Un tour a 360 ° di tinte, alla fine era tornata al suo colore naturale ma ormai non lo riconosceva più. E il bello è che non aveva nessun capello grigio da coprire.
Ho un’amica invece che ostenta con orgoglio i suoi numerosi capelli bianchi e le zampe di gallina attorno agli occhi. Lei odia la chirurgia estetica. Dice che bisogna imparare ad invecchiare con dignità. E che far credere di avere un’età differente significa solo fare un favore all’industria dei cosmetici e a noi maschiacci, portando avanti l’immagine di una donna fasulla, sempre giovane e perfetta.
Io non sono tanto d’accordo, ma sarebbe un discorso lungo. In parole povere, io penso che un tagliando di tanto in tanto, sia tutt’altro che negativo. Basta non degenerare, ed è bene che ogni cosa sia fatta “cum grano salis”. D’altra parte anche rifarsi un dente è chirurgia estetica. O no?
author: carlitos_rojos
category: esistenza
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