domenica, dicembre 30,13:24

Ciao 2007, cosa fai ancora qui?
Be’, mi mancano ancora due giorni… possono ancora accadere tante cose
Santo cielo, speriamo di no
Ma perché? Sono stato così scadente?
Ma no… a modo tuo sei stato un grande anno
Grazie
De nada
Non è che lo dici solo perché sto per morire?
E perché mai. Morire non è così difficile: vivere bene sì che è complicato
Eppure io vorrei avere un’altra chanche
Impossibile, mi hanno già regalato i boxer rossi
I boxer rossi?
Sì, è una tradizione. Li metterò per il tuo funerale; magari sparerò anche qualche botto
Che cattiveria! Fate una gran festa per uno che va a morire
Ma no… si festeggia l’anno nuovo, si spera che porti cose belle
Ed io? Mi avevi appena detto che non ero stato così scadente
Sì infatti… pensa, nel tuo anno, la mia squadra preferita ha fatto il record di punti e vinto lo scudetto
Tutto qui il tuo bilancio positivo?
Ma io non faccio più bilanci di fine anno. Preferisco lasciare le cose sospese: tutte sbilanciate e confuse
Però in amore, dimmelo…  come ti è andata?
Ho lottato… tante ne ho date e tante ne ho prese. Come vedi sono ancora in piedi e sto benone
Meno male. Non vorrei andarmene lasciandoti nella merda
Tranquillo 2007, anche in questo sei stato un buon anno
Bene. Posso farti un’ultima domanda?
Spara
Com’è morire?
Come faccio a saperlo?! Pare che morire giovani abbia il sapore di limone e l’odore di vaniglia
Che mescolanza strana… però mi piace
Certo. E poi consolati, sono sempre i migliori che se ne vanno
Va bene, adesso vado… però non sparare botti
Promesso. Addio 2007
Addio Carlitos
 

Questo è il mio ultimo post del 2007. Auguro a tutti un felice anno nuovo e che il futuro vi porti tutto ciò di cui sentite il bisogno.

author: carlitos_rojos
category: cazzeggio
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mercoledì, dicembre 26,11:31

Adriana: Allora com’è andato sto Natale?
Carlos: Non mi lamento, tutto sommato bene… sai, se c’è una cosa più scontata del Natale stesso è il parlarne male il giorno dopo.
Adriana: Sì, quando sono tutti a pancia piena, saturi di panettoni, di astici e filetti farciti…
Carlos: Certo, passata la festa gabbato lo santo, insomma sono stufo della solita retorica post-natalizia. Finiamola con l’abituale post alla citrosodina.
Adriana: Hai ragione, ma almeno dimmi qualcosa dei regali. Cos' hai trovato sotto l’albero?
Carlos: Sotto l’albero nulla, ce li siamo scambiati dopo il banchetto di mezzogiorno. Per me un paio di scarpe (già scelte qualche giorno fa anche se poi sono state impacchettate per la finta sorpresa) e un libro di cucina (Jamie Oliver “Il mio giro in Italia”). Poi qualche altro regaluccio carino da parte delle sua amiche.
Adriana: Insomma poteva andarti peggio…
Carlos: Tra i miei regali peggiori di sempre ricordo una felpa extra-extra-large con ancora dentro lo scontrino. Scoprì che l’avevano comprata col 50% di sconto.
Adriana: Secondo me la cosa peggiore è quando ti regalano un libro che hai appena letto.
Carlos: Ma no, almeno quello lo puoi riciclare. Da ragazzino, quando furoreggiavano gli Swatch, mi capitò di peggio… io me ne aspettavo uno speciale, uno di quelli da collezione, e invece mi arrivò una squallida imitazione da quattro soldi.
Adriana: Però se ci pensi, non c’è regalo più brutto che non riceverne nemmeno uno… pensa che tristezza?!
Carlos: No forse qualcosa di peggio c’è: tipo ricevere la lettera di licenziamento, oppure la richiesta di divorzio da parte della moglie.
Adriana: Crudelix! Il Papa dice che a Natale si fanno dei regali in nome del regalo più grande che Dio ci ha fatto, ovvero Gesù Bambino.
Carlos: Oddio… risparmiami la retorica della mangiatoia e del bambinello, che chissà come mai, è sempre biondo. Natale è ormai una festa pagana, un rito domestico e in fondo è meglio che sia così. La fede è una cosa che divide mentre il panettone consumato davanti alla tv al plasma - comprata a rate - unisce.
Adriana: Che tristezza, però. Diventerà come la festa del ringraziamento negli Stati Uniti. Tutti a casa attorno ad un tavolo col tacchino e le patate.
Carlos: E’ un ritorno alle origini. Tu Adriana non lo sai ma il Natale ha origini pagane. E’ il solstizio d’inverno!
Adriana: Non lo sapevo, ma se è davvero così, amen.
Carlos: Amen
author: carlitos_rojos
category: adriana
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lunedì, dicembre 24,11:16

Ormai ci siamo, allora che dire? Va bene un semplice Buon Natale?!
Insomma, gli auguri sono auguri, prendeteli per quello che sono e non dimenticate che NATALE è un marchio registrato Coca Cola.
Comunque sia io questi auguri ve li faccio con leggerezza ma col cuore pulito.
Buone Feste a tutti e auspici per tutto quello che vi piace.
 
p.s. alle ragazze tanti baci umidicci sulle vostre guanciotte arrossate (un delirio di doppi sensi).
 
author: carlitos_rojos
category: esistenza
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giovedì, dicembre 20,10:54

Cià, come ogni dicembre, metto assieme il riassunto dell’anno, mese per mese. Che tristesse. Chissà se è la mia vita ad essere peggiorata o se sono io che mi sono imbruttito?!
 
Gennaio
Inizia il nuovo anno. Faccio mentalmente qualche buon proposito tipo: non preoccupiamoci del futuro, godiamoci la bellezza di questi primi 40 anni ecc. Intanto litigo con la mia donna quasi ogni giorno. Ad un certo punto lei si spazientisce e mi dice che le mie sono solo scenate pseudocarismatiche. Mi accorgo con orrore che è vero.
 
Febbraio
E’ l’inverno milanese più caldo che io ricordi. Continuano le litigate con la mia ragazza. Meno male che ho già pronte le valigie per il mio viaggio in Colombia. Parto. A Bogotà sto da Dio. Viaggio per Cali e poi per Medellin per definire le cose che avevo in sospeso. Alla fine riesco a ritagliarmi una settimana di vacanza a San Andrès. In Italia intanto piovono pietre.
 
Marzo
Inizio il mese spassandomela in un’isoletta dell’atlantico (San Andrès). Sono in ottima compagnia femminile ma sul blog non mi sbottono (non si sa mai). Di giorno scaraffo litri di birra disteso su un’amaca, di notte scopo in lettoni da tre piazze. Sono euforico, se questo non è il paradiso poco ci manca. Torno a Bogotà in tempo per il concerto di Roger Water… memorabile! Al rientro a Milano trovo pioggia, freddo e un po’ d’indifferenza. Disfo la valigia con un nodo alla gola.
 
Aprile
Aprile è sempre un mese del cazzo quando coincide con la Pasqua. C’è poi la storia del polline che mi provoca allergie sparse. Il lavoro va bene, l’amore molto meno. La piccola ha sempre meno voglia di scopare. Intuisco che la sua testa è da un’altra parte. A fine mese ci lasciamo. E’ un “the end” dolce-amaro.
 
Maggio
E così mi ritrovo single nel bel mezzo della primavera e non è una bella cosa. Dovunque mi giro vedo gente che si bacia, si tocca e quasi s’ingroppa per strada. E porcaputtanazza… un po’ di rispetto per chi soffre. La mia ormai ex, compie gli anni ma resisto all’impulso di chiamarla. Vado al concerto di Beyoncè ma nemmeno lei riesce ad incendiarmi. Sono proprio a terra. Intanto la popolarità di Prodi sprofonda ogni giorno di più; si profila il ritorno del nano. Ma che schifo di mondo.
 
Giugno
Inizio il mese con il post di una serata al Toqueville. E’ probabilmente la più bella cosa che ho scritto in tre anni di blog. E’ parecchio che non scopo e comincio a dare i numeri. Degli amici m’invitano al mare e mi presentano una loro amica single. L’intenzione è apprezzabile ma con me le cose non funzionano così. Al ritorno telefono ad una brasiliana ex-amica di una mia ex. Non mi chiede soldi, sarebbe imbarazzante per entrambi, ma io glieli metto in borsa mentre è in bagno. Il lavoro mi sta dando soddisfazioni e capita che mi prenda una bella cotta per la responsabile di un’azienda di abbigliamento. E’ piccolotta, senza tette, porta gli occhiali… insomma, è un raro caso in cui il grado di desiderabilità di una persona non coincide con il suo aspetto estetico. Peccato che sia la donna del grande guru.
 
Luglio
Fa caldo a Milano e la gente strippa. Che se ne andassero via tutti, che senza si sta meglio! A me il caldo va benissimo dato che più che vivere, sopravvivo, anzi, galleggio nell’aria umida pronto ad aggrapparmi alla prima scialuppa di passaggio. La manager occhialuta si rivela una fortezza inespugnabile e io mi consolo producendo decine di fantasie erotiche su di lei.
 
Agosto
Poco da dire, pochissimo da fare. Mi sento come il tenente Drogo del deserto dei tartari… aspettare, aspettare. Aspettare qualcosa che forse non arriverà mai.
Un mio amico mi concede la sua villetta in Sardegna per 15 giorni. E’ la seconda volta che lo fa, la scorsa volta c’ero andato con l’amigovia e un paio di amici, questa volta sono solo. Mi viene una mezza tentazione d’invitare la brasiliana. Alla fine parto da solo, ma la cosa non mi deprime. Solo un piccolo filo di lana annodato intorno al cuore.
 
Settembre
Sardegna, finalmente. A San Teodoro faccio amicizia una bella ragazza che però non me la fa vedere - è già fidanzata -  però mi accompagna a visitare mezza Sardegna. M’innamoro di Alghero. Decido che è qui che verrò un giorno a pensionarmi. La vacanza mi fa bene, e riesco a rimettere assieme i miei cocci. Torno a Milano ottimista e incicciottito. Sono sempre single però adesso ho le maniglie dell’amore… chissà se così sono più appetibile?
 
Ottobre
Ma certo che lo sono, e infatti esco con una ragazza rumena che lavora da un grossista di jeans. Lei dice di conoscermi da tempo, ma io non mi ricordo. Strano perché è bella. All’inizio è un po’ intimidita da me. Vive in un brutto appartamento con due amiche e parenti vari che vanno e vengono. Una tristezza indicibile. Subito sono tentato d’invitarla a venire da me, poi mi trattengo. Ho già fatto questa cazzata troppe volte. Ci vediamo così a giorni alterni Ogni tanto si ferma da me a dormire. Per intanto la presento a mio padre e a qualche amico, lei mi fa conoscere la mamma e il fratellino. Se son rose…
 
Novembre
Intanto bloggare mi diverte sempre. Scrivo molti meno post di una volta, però rispondo a quasi tutti i commenti. Alcune blogger sono piacevoli e mi diverto a giocare con loro. Scrivo un post elencando le cinque blogger più materassabili e scateno un piccolo putiferio di commenti. Ricevo brutte notizie su mio padre. Gli diagnosticano un tumore alla prostata. Dovrebbe operarsi ma lui non vuole saperne.
 
Dicembre
Mio padre mi preoccupa. A giorni alterni, passa dall’ottimismo più sfrenato, allo sconforto cosmico. La sua compagna mi telefona e mi accorgo che è al limite dell’esaurimento nervoso. Lui, è tutto quello che mi rimane delle mie radici. Vado a trovarlo un paio di volte e gli telefono quasi tutti i giorni e quasi lo convinco ad operarsi. Poi, si fa visitare da un altro dottore che gli consiglia una diversa terapia. Non so più cosa pensare. Intanto litigo con la mia ragazza, ed è la prima volta. Per fortuna facciamo subito pace. Intanto Natale si avvicina, il bilancio si profila meno roseo di quanto m’immaginavo a metà ottobre. Ho la sgradevole sensazione di star varcando una soglia ma non so quale sia.  
author: carlitos_rojos
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venerdì, dicembre 14,17:01

Oggi mi sono preso una pausa, me la meritavo. Qui a casa si sta bene al calduccio, fuori invece è tutto un mondo grigio e umido. Avercene di giornate così. E voi, non vi siete mai regalati un venerdì di metà dicembre?
 
Non lo so voi, ma a me a Natale, viene quella strana sensazione d’essere comunque fuori posto. Un po’ è per quest’aria presepizia, questo volersi bene forzato, i regali comprati di malavoglia, il freddo umido, il pensiero del bilancio di fine anno. Che malinconia. Cià, mi bevo un altro caffè per risollevarmi.
 
Comunque sono riuscito a compilare la lista dei regali. In tutto sono otto.  Molto meno dell’anno scorso.  Purtroppo tante amicizie si sono dissolte nel nulla. Peccato. Tornando alla lista, ero indeciso sul regalo più importante, quello da fare a lei… poi, improvvisamente, mi sono ricordato del suo orologino, un vecchio Swatch con dentro Minnie che indica le ore con le braccine. Così mi sono tolto ogni dubbio.
author: carlitos_rojos
category: esistenza
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