venerdì, gennaio 25,00:04

Adriana: E’ fatta, torna il Berlusca.
Carlos: Già, e sai che ti dico?! Preparo il mio fagotto, lo lego al bastone e via!
Adriana: E dove vai?
Carlos: Boh… basta allontanarmi da questa gentaccia squallida. Cos’ho da spartire io con un leghista, un forzista, un fascista?
Adriana: Ma dai, passerà anche questa. Berlusconi non è mica immortale.
Carlos: Già, Berlusca passerà ma il “berlusconismo” è destinato a rimanere. E’ l’Italia che è marcia. Dopo trent’anni di spazzatura televisiva, anche la politica è diventata una telenovela volgare e stupida.
Adriana: Vabbè, per adesso resistiamo. Abbiamo sempre le nostre casette di marzapane... magari pensa al lavoro…
Carlos: Il lavoro andrebbe anche bene ma con questi alti e bassi della Borsa c’è poco da stare tranquilli.
Adriana: Allora pensa all’amore…
Carlos: Maluccio anche quello… lei adesso è a letto con l’influenza, con una tracheite che non le permette nemmeno di aprir bocca.
Adriana: Proprio un momentaccio.
Carlos: Già, sembra che sia iniziato un crescendo costante di iatture. Musicalmente parlando, è il Bolero di Ravel in forma di sfiga.
Adriana: Mi divertono questi tue comparazione assurde.
Carlos: E tu Adriana, è da un po’ che non chiacchieriamo; cos’hai fatto in tutti questi giorni? Non dirmi che anche tu hai aperto un blog?
Adriana: Come potrei… sono solo una tua proiezione mentale. Certo, fossi vera, aprirei subito un blog.
Carlos: Mmm…non credo: hai i piedi ben piantati per terra. Ti manca la fuffa nel cervello. Un vero blogger è quello capace di pensare in astratto e metterlo subito on line. Tu non mi sembri il tipo.
Adriana: Di pensieri stravaganti ne ho anche  più di te… quello che semmai mi manca è la vanità.
Carlos: Be’, in effetti, è impossibile che un blog riesca a liberarsi della vanità di chi lo ha creato.
Adriana: Appunto, e il tuo blog trasuda vanità ed egocentrismo.
Carlos: Che palle che sei… ti sopporto solo perché sei bella.
Adriana: Mi hai creato tu. Sarebbe stato assurdo se mi avessi fatto brutta.
Carlos: Ti svelo un segreto: io ti avevo creato brutta poi ti ho baciata e sei diventata bellissima.
Adriana: Ah! E io che credevo che fossero le principesse quelle che trasformavano i rospi in principi.
Carlos: Questo succede solo nelle favole. Nel mio blog avviene il contrario: il principe bacia la rospetta e questa…puff…
author: carlitos_rojos
category: adriana
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domenica, gennaio 20,09:39

Alcune impressioni sul B&B. Da una parte c’è il fatto che mai come questa volta ho scoperto gente in gamba, seria, con ottimi prodotti (specie tedeschi e olandesi). Dall’altra la constatazione che in questo settore c’è sempre troppa fuffa, sia umana sia commerciale. In generale c’è ancora tanta presunzione, superbia, anche dove non te l’aspetteresti. Bisognerebbe volar più bassi, in fondo produciamo e commerciamo cose inutili… vendiamo vestiti cari per gente che non ne ha bisogno, che s’indebita per averli salvo poi lamentarsi perché non arriva a fine mese.
 
Al B&B vigeva la logica della metà. Almeno la metà dei visitatori era italiana. Di questi la metà apparteneva a Napoli; di cui la metà era veramente interessata alla fiera, mentre l’altra metà trafficava per organizzare la serata con qualche bella hostes. Secondo me la metà ce l’ha fatta, mentre l’altra metà si sarà fatto una pippa o si sarà fatta una puttana. Di notte, le strade n’erano piene… affari d’oro anche per loro.
 
Le ragazze degli stand meriterebbero un capitolo a parte. Alcune erano apprendiste modelle, alte e secche con lo sguardo annoiato, mentre la maggioranza erano ragazzotte bene in carne, con tette e culi da primato. Gli estremi in due stand italiani: in quello dello Sweet Years, quattro madonnine alte un metro e novanta,  magrissime, con l’espressione scocciata di dover portare una minigonna inguinale che lasciava intravedere chiappette minuscole. Tutt’altra musica  allo stand Playboy dove albergavano tre bonazze vestite da leprotte che sembrava fossero solo lì solo per succhiartelo.
 
Lo stand di Desigual era uno dei più esclusivi e si faceva fatica ad entrare. Noi ci siamo riusciti   perché conosco il rappresentante italiano. Simpatici questi spagnoli della Desigual…entusiasti come fossero agli inizi, e invece maneggiano una ditta che fattura decine di milioni. Addirittura il direttore commerciale ha omaggiato la mia ragazza con una serie di perizoma con scritto “WOW” sulla patatina. Quando poi di notte, in camera, lei ne ha provato uno ho scoperto che anche dietro, nel piccolo triangolino, sopra le natiche, era ripetuta l’esclamazione “Wow”.
 
Allo stand di UMM (Underground Music Movement) ad intrattenere i clienti c’era un  chitarrista giovanissimo che suonava della musica alternative incomprensibile. Mentre sgranocchiavo un aperitivo gli ho chiesto l’attacco di “Stairway to Heaven” dei Led Zeppelin. Cazzo, non conosci “Stairway to Heaven” ? Mi sono fatto prestare per un attimo la chitarra e  gli ho fatto sentire il riff. Questi giovani non sanno più cos’è la vera musica.
 
Di Barcellona città sarebbe meglio non scrivere nulla… in effetti, chi è che non conosce Barcellona? Credo d’aver visto più milanesi nella rambla che in Corso V.Emanuele una domenica pomeriggio. I milanesi si riconoscono al volo perché sono più griffati di tutti gli altri. Camminavano dritti, dentro i loro giubbotti Blauer neri e  jeans G-Star onewash, tenendo sottobraccio ragazze che se la tiravano manco fossero dive. Alla sera poi ne ho ritrovati tanti alle feste: i ragazzi stravolti per il fumo e la stanchezza, le ragazze che ballavano,  impostate e rigide neanche avessero un palo infilato nel didietro.
 
Avevo scritto che in questi cinque giorni mi sarei scordato il web. Non ce l’ho fatta. Nella hall dell’hotel dove alloggiavamo c’era un piccolo punto internet che costava € 1 ogni mezz’ora. Il terzo giorno, mi sono collegato. Niente bog però, solo un’occhiata alle new dallo stivale. Come apertura mi è apparsa la notizia dell’arresto della moglie di Mastella! Non lui, cazzo, la moglie! Poi la storia del Papa, che non ha potuto parlare all’università. E poi si offendono se scrivo che ridono di noi all’estero.
 
A proposito dell’albergo, il nostro devo dire che non era male.  A due passi dal centro e a due fermate dalla fiera, era perfetto per non consumare soldi in taxi. Certo la camera non era uno spettacolo e i letti erano scricchiolanti. Nel controsoffitto proprio sopra il nostro letto c’era un piccolo buco nero. Aracnofobico come sono, avevo paura che di notte potesse uscire un ragno e cadermi in testa mentre dormivo. Secondo la mia ragazza invece, quel buco poteva nascondere una piccola cinepresa. Che fantasia… ci manca solo di finire in qualche film porno amatoriale senza saperlo.
 
La cosa più sgradevole che ho trovato in città è che si fuma troppo. Troppa nicotina, per strada, nei bar, dappertutto. Di notte quanto ti togli i vestiti, questi sono sempre impregnati di fumo. Cose gradevoli il clima, quasi sempre sui 18, 20°; certe vie del quartiere gotico e Barceloneta. Mentre mangiavamo i migliori calamari fritti del mondo, seduti in un tavolino di un bar lungo la spiaggia di Barceloneta, davanti a noi un mare e un cielo da farti venire il magone. In quell’istante magico, proprio mentre pinzavo l’ennesimo calamaro, la mia ragazza  mi ha sussurrato all’orecchio: “Sai che Barcellona è proprio bella”
author: carlitos_rojos
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domenica, gennaio 13,22:28

Sono riuscito ad anticipare la partenza e abbiamo già pronti i trolley. E’ la prima volta che vado a Barcellona d’inverno: che clima ci sarà? Voi che dite? Mi basterà il mio vissuto giaccone in velluto o dovrò portarmi il piumino? Mi sto arrovellando nel dubbio.
 

Se desiderate una cartolina illustrata della Sagrada Familia oppure, più laicamente, della casa di Gaudi potete inviarmi il vostro recapito in pvt. Occhio però: c’è tempo solo fino alle 10 di domani mattina, poi spengo il pc e nisba fino alla fine della settimana. A Barcellona ci sarà vita,   movida, provocazione, sex, drug & rock and roll… col cavolo che mi collego al web.

author: carlitos_rojos
category: vacanze
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venerdì, gennaio 11,21:14

- Lau mi fa notare che nel post precedente ci sono “solo”30 commenti : “bei tempi quando in questo blog si arrivava anche a 200 commenti…”.  Trenta commenti! Oh cazzo, ho un calo d’audience pazzesco. Non fossi tanto indaffarato mi toglierei la vita.
 
- Quando lascio passare diversi giorni senza aggiornare il blog vuol dire che non ho nulla da dire, oppure, paradossalmente, mi frullano in testa troppe cose e non trovo mai qualcosa da cui partire.
 
- Avere una mente lucida è aprire Emule e scaricare un film introvabile tipo “Due o tre cose che so di lei” di J. Luc Godard. Ci si rende subito conto che le cose non sono poi tanto cambiate da allora, quello che è differente sono le persone. Cazzo, quanto siamo più superficiali adesso.
 
- La cosa che mi sorprende di più della mia ragazza è che mi chiede spesso se l’amo. E’ una domanda adolescenziale, forse è per questo che mi piace. In realtà non ho mai pensato che per poter amare sia necessario essere degli esperti nel campo dei sentimenti.
 
- Frase sibillina che mi sono segnato oggi: “… fuck with a lot of woman, boy… not only one… with lot of woman” (il nonno freak, nel film “Little miss Sunshine”)
author: carlitos_rojos
category: esistenza, weblogs, cine-tv
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lunedì, gennaio 07,21:40

E’ deciso: mercoledì della prossima settimana si vola a Barcellona, al Bread & Butter, la migliore fiera della moda e delle tendenze giovanili d’Europa. Ho già pronti i biglietti dell’aereo e la prenotazione per una camera doppia in un piccolo hotel nel barrio gotico della città. Lei - la mia ragazza -  non ha mai visitato la Spagna, e non sta più nella pelle dalla contentezza.

Espressione sognante, sguardo che strega, che accende. Gli occhi sono gli stessi, belli, ma quelli di sempre, eppure quelle cose fanno arrapare più di un paio di giarrettiere, più di una mini stracciacazzi, più di un fuseaux rivela chiappa. Succede che lei – la mia ragazza - si è fatta mettere le ciglia finte, di quelle ad effetto allungante e voluminizzante e, di colpo,  mi è apparsa uno schianto. Per la prima volta, ho  paura di perderla.

author: carlitos_rojos
category: esistenza
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