
Il lavoro. Il fatto è che questi sono mesi di furore lavorativo e di sera sono così stanco che non ho nemmeno la voglia di mangiare. Assaggio un boccone e subito mi accascio sul divano. Lei prepara il caffè e poi mette un film che dovrebbe essere preludio di una scopata, ma io spesso mi addormento perdendomi film e sesso. Mi detesto per questo, soprattutto perché non m’imbruttisco così per i soldi. Lo faccio per ambizione.
Ambizione, che brutta parola. Non criticatemi per questo… io non sono Bukowsky che scriveva che l’unica l’ambizione che possedeva era quella di non sentirsi nessuno. Io sono diverso, e sono sotto pressione perché voglio riuscire in una cosa per me importante. Lo faccio perché mi piace la sfida, perché mi piace riuscire dove altri hanno fallito.
E se mi prenderò una tranvata in faccia? Che stress! Cazzo e invece bisognerebbe che almeno questo blog fungesse da salvavita esistenziale. Dovrei scaricare qui le mie minchiate esistenziali. Oppure parlare solo di cose attraenti: cibo, sesso, cinema. Ma sì, basta parlare di cose di lavoro o introspezioni autolesionistiche “very rovinous”. Solo cazzate… per esempio un coniglio e una gatta, una gatta e un coniglio…
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La mia ragazza mi ha regalato delle pantofole a forma di coniglio. Simpatiche, il regalo perfetto per un quarantenne consumato dalla fatica. Sono bellissime, le ho detto bluffando mentre me le infilavo per farla contenta. Secondo lei sono perfette per il mio dolore ai piedi. “Sono morbide, vero? Le ho comprate anch’io; le mie però sono a forma di gatto.” Bene questa notte un coniglio si scoperà una gatta.









