martedì, settembre 30,17:28

Tra le brutte notizie di questo fine settembre (la morte di P.Newman, il crollo delle Borse, la sconfitta dell’Inter, il compleanno di Berlusconi… arghhh) c’è da includere anche il matrimonio di Scarlett Johansson. Quanto durerà? Spero pochissimo, il tempo di due fredde stagioni, non di più. In primavera la biondina tornerà libera e brillante come una ciliegia a maggio, ne sono sicuro. Mi auguro che, per intanto, il coatto palestrato che la sta palpeggiando non me la sciupi troppo.
Noi milanesi dovremmo essere arrestati per consumo e spaccio di adrenalina. Lo penso e lo dico da ieri, quando, in compagnia di un amico siamo entrati in un self-service alla periferia di Firenze. Già il nome della zona (Osmannoro) ci sembrava orrendo e poi quel self-service da anni 70, roba che noi milanesi avevamo dimenticato da un pezzo. Figuriamoci, gli spaghetti al sugo… un piatto che nella moderna Milano mangiano solo i pensionati, e poi, addirittura,  la mezza tavoletta di cioccolato come dessert (giuro), e come frutta la mela o la pera (e basta)! E tuttavia una gentilezza diffusa dovunque, perfino nella ragazza della cassa. Dapprincipio  ci siamo dati di gomito e abbiamo riso su quanto era naif il posto, alla fine, mentre ci gustavamo il caffè, ci siamo resi conto che quelli da compatire eravamo noi, poveri milanesi con il combustibile nucleare sotto il culo.
author: carlitos_rojos
category: esistenza, scarlett
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domenica, settembre 28,01:49

E’ morto Paul Newman.
Ma figuriamoci, Eddie Felson non può morire… al massimo puoi spaccargli metacarpi e falangi, ma quello, in quattro e quattr’otto se  le rimette a posto e te la fa pagare.
Ti giuro che è morto, era vecchio...
Vecchio il vecchio Paul? Tu vuoi scherzare… quello è un gattotigre e se gli togli una vita, o due, o tre o quarantatre, lui ne ha sempre dodici di scorta.
Aveva il cancro…
Ma come puoi pensare che il cancro possa ucciderlo se perfino Armstrong l’ha battuto e ribattuto otto volte di fila al tour de France?! Come può morire uno capace di trasformare un ladro di poker in un ladro di cuori...  capace di amare una sola donna ed essere riamato da centomila... di vincere a Le Mans con una mano sola … uno come Hud il selvaggio, Nick Mano Fredda, Butch Cassidy?
 E infine, come pensi possa morire uno che ci ha fatto sognare tutti i sogni, incluso il più folle di tutti: quello di essere immortali.
author: carlitos_rojos
category: esistenza
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venerdì, settembre 26,22:43

Una bambola, all’improvviso. E’ apparsa  ieri sera, durante la trasmissione Anno Zero. Si chiama Daniela, ha 35 anni e fa l’assistente di volo per l’Alitalia. Una bambola, giuro, una vera bambola! Sì lo so, qualcuno dirà: "ma dov’è la tua coscienza civile? Quella poveretta parlava del suo posto di lavoro in pericolo e tu pensavi ai suoi occhi. Che morto di figa!" No, no, vi giuro che non è così: una cosa come questa non mi era mai successa. E’ che non potevo staccare i miei pensieri dalle sue lunghe ciglia e dalle sue labbra color fragola. Poi, mentre lei cazziava contro quella specie di iena ridens in studio (brava!), io fantasticavo sul suo culetto. Perché non si gira – pensavo – sono sicuro che ce l’ha alto, duro e zuccheroso come un pandoro della Bauli. Quando infine, con le labbra disposte a cuore, ha detto “Io non ho più 9 anni di anzianità ma ne ho 0!”, ecco, lei mi ha fatto suo definitivamente. Dottore mi dica: sono grave?
Se non l’avete visto il filmato della trasmissione e questo. La bambola appare al minuto 1.04.00 e mi conquista per l’eternità al minuto 1.05.56.
author: carlitos_rojos
category: culoncitas, cine-tv
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martedì, settembre 23,18:15

“Nighthawks”  i Nottambuli di E.Hopper. Ho sempre amato questo quadro dall’atmosfera  straniante. Fuori una strada oscura, illuminata solo dalla luce del bar. Dentro, quattro personaggi, quattro storie differenti che s’intrecciano (forse) nel medesimo posto. Chi sono? Una coppia, un uomo seduto di spalle, e il cameriere. Chissà cosa pensano, e perché stanno lì? Chissà da dove vengono, dove andranno, e che relazione hanno tra di loro?
 
L’uomo solitario potrei essere io. Cosa sto aspettando? Non lo so … magari che quella rossa in rosso si decida in fretta, e scarichi quella specie di venditore di enciclopedie seduto al suo fianco. Eppure non è nemmeno bella … non un cesso, certo,  però ha quell’aria da pupa spietata che me la fa sembrare sexy. Una puttana? No, impossibile… le puttane hanno un’aria più candida, mentre quella mi sta puntando da un quarto d’ora. Dev’essere sua moglie …  forse stanno cercando qualche allocco per un giochetto a tre.
L’uomo in realtà non è suo marito, e non è nemmeno un venditore di enciclopedie. È un povero impresario fallito, separato con due figli che ama e non vede mai. La sua è una vita senza paradiso e senza inferno. La rossa l’ha conosciuta solo da qualche ora da qualche parte della città. L’ha notata per strada: ondeggiava come una barca mossa dal vento. Così s’è messo a seguirla a lungo, fino ad innamorarsi del suo culo largo. “Ti seguirei fino alla fine del mondo” ha azzardato quando ormai non ne poteva più. “Non esageri… piuttosto mi offra qualcosa da bere. Sono stanca”.
La rossa è un’acrobata della vita. Una di quelle abituate a farsi abbordare dagli sconosciuti. La sua bocca, da tempo non è più un’arma mortale, ma il suo culo fluttuante sì. Da qualche ora si sta lavorando l’impresario fallito. Peccato che lui, invece di offrirle altra vodka, le regala solo chiacchiere e ricordi. Che cazzone – pensa lei -  probabilmente è solo uno che vende enciclopedie o pentole. Meglio quel tipo là… sì, quello che mi sta fissando da un quarto d’ora.
Il barista ha la faccia mappata di uno che ha ricevuto qualche milione di confidenze di troppo. Poveraccio, lui ne farebbe volentieri a meno ma non si ricorda più come si fa a dribblarle. E sì che una volta sapeva dribblare, e non solo le chiacchiere dietro un bancone, ma anche guai ed avversari come niente. A quindici anni era già una promessa del Milan, a vent’anni giocava nel Varese. A venticinque si è ritrovato a lavorare in un bar. Avevano scoperto il segreto della sua finta e gliel’avevano fatta pagare. Sulle figurine Panini non sarebbe mai comparsa la sua faccia.
author: carlitos_rojos
category: interrogativi, esistenza
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venerdì, settembre 19,22:01

 

Una giornata spaventosamente calda. Un bosco di castagni. Tre uomini  seduti all’ombra (Dennis, Jack e Peter) che cazzeggiano.
 
Dennis: Sai una cosa Peter… una volta questo era proprio un bel paese …  non riesco a capire quello che gli è successo.
Peter: Be’, è che adesso tutti hanno paura, ecco cos’è successo. Cazzo, guarda noi: dobbiamo dormire qui,  non possiamo nemmeno andare in uno di quegli alberghetti da due soldi,  capisci? Credono che si vada a rubargli o qualcosa, hanno paura.
Jack: Non hanno paura di noi, hanno paura di quello che rappresentiamo.
Peter: Ma perché? Solo per i capelli lunghi?
Jack: Ma no, quello che rappresentiamo per loro è la libertà.
Dennis: Che c’è di male nella libertà? La libertà è tutto.
Jack: Ah si, è vero, la libertà è tutto, però  parlare di libertà ed essere liberi sono due cose diverse. Voglio dire, tu prova a dire a qualcuno di loro che non è libero e quello si darà un gran daffare a uccidere, a massacrare per dimostrarti che lo è. Ah certo, ti parlano e ti parlano e ti riparlano di questa famosa libertà individuale, ma quando vedono un individuo veramente libero, allora hanno paura.
 
author: carlitos_rojos
category: cazzeggio
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