martedì, ottobre 28,16:39

 

Un po’ di cose sparse prima di partire:
 
Il mio appartamento superfighissimo e centralissimo è da questa settimana ufficialmente in vendita. Se avete pronto un assegno a 6 cifre ditemelo e io vi metterò subito in contatto con la mia agenzia. Non c’è nessuna fregatura, si tratta di un appartamento di quasi 90 m2 con annesso  terrazzo di 6 m2  interamente gelsominato. Per di più i muri  trasudano storie, colori, emozioni, scopate e litigate. Vi regalo anche la mia vicina, che, seppur imbruttita, è capace di regalare ancora qualche emozione.  Suvvia, non siete incuriositi? Uno  che la sapeva lunga diceva  “l'unico modo per liberarsi di una tentazione è staccare un assegno”.
 
Voglia di partire, voglia d’incontri di situazioni e persone nuove. Energia che si muove. Finalmente. Questo viaggio sarà solo un anticipo, ma il dado ormai è tratto “alea iacta est”. I giorni più importanti della nostra vita sono quelli in cui abbiamo il coraggio di rompere col passato. La novità può condurci all’inferno o al paradiso ma è un passo che bisogna accettare. Rimanere fermi significa morire di fame pur vedendo al di là della palizzata, i rami carichi di frutta. Una cosa del genere l’ha detta Nietzche, o forse Coehlo. O forse me la sono inventata io adesso per tirarmela un po’.
 
Voglio portare un regalino a un’ amica che mi aspetta a Bogotà. Ho pensato a qualche capo di lingerie. Regalare biancheria intima può indicare una tendenza feticista, o più semplicemente, il desiderio di complicità con la partner. Tutto dipende da quello che si sceglie, basta essere aggiornati sui nuovi modelli, conoscere le griffe più eleganti, non esagerare con capi troppo sexy e, soprattutto, non sbagliare le misure. Io mi occupo di queste cose – anche se in modo collaterale – e quindi sono preparato sulle novità; sulle misure non dovrei sbagliare, sono solo un po’ preoccupato sulla scelta del capo sexy: vorrei trovare qualcosa di romantico ma allo stesso tempo fetish. Qualcosa tipo questo…
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author: carlitos_rojos
category: vacanze, esistenza
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venerdì, ottobre 24,12:48

Ma ne vale davvero la pena? Mi rivolgo agli studenti che stanno occupando scuole e università. Ragazzi, credete a me: è inutile lottare, state perdendo il vostro tempo, non caverete un ragno dal buco. E non sarà la polizia a mettere fine alle vostre proteste,  ma il menefreghismo  della stragrande maggioranza della gente. Vent’anni di berlusconismo hanno trasformato l’Italia in un paese senza dignità, senza cultura, senza etica, senza palle , senza ambizioni, senza sogni né desideri.  In sintesi: un Paese che fa schifo. Ragazzi, date retta a uno stupido: spicchettate le tende e cercatevi un futuro meno deprimente oltre confine. Potete ambire a ben altro che questo, basta solo un po’ di coraggio, un tuffo dove l’acqua è più blu, niente di più. Poi, una volta defunto Berlusconi – perché dovrà pur tirare le cuoia, il tappone – potrete tornare e magari ricostruire qualcosa di nuovo sulle macerie. Ma questo riguarda il futuro; per adesso attivate tutte le vostre protezioni antivirus e liberatevi dell’Italia. In fondo si può emigrare anche per motivi etici, oltre che economici.
author: carlitos_rojos
category: esistenza
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lunedì, ottobre 20,14:18

Ho sognato la ragazza della pubblicità Viakal (è la sfacciatella che alla fine dello spot dice “Guardi che non è mio marito”).  Non sapevo chi fosse, e ho controllato su Google. Ho scoperto che si chiama Paola Pessot, che ha 28 anni, è di Roma e ha già una discreta carriera alle spalle. Ho anche cercato su YouTube il filmato dello spot, ma non l’ho trovato. E’ innegabile che la tipa è molto carina, ma mi domando perché ho sognato proprio lei?! Forse troppa tv, o forse sono in eccesso di arretrati con il sesso? Mah?!
Quando mi sono svegliato avevo solo un ricordo vago e scollato sulla mia parte nella trama onirica. Ero stato l’idraulico che le stappava gli orifizi col gel idraulico, o il marito complice e voyeur che assisteva in disparte allo scempio della mogliettina?

Bel dubbio. Comunque, dato che ho rintracciato l’indirizzo e-mail della signorina Pessot, ho provato a scriverle il tutto. Chissà mai

author: carlitos_rojos
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mercoledì, ottobre 15,20:49

Adriana: Ciao Carlos, è un po' che non ci si piglia, come stai?
Carlos: Ciao Adriana, si sta come d'autunno sugli alberi le foglie: dondolanti e assai precari. Sempre a rischio di precipitazione.
Adriana: Poetico.
Carlos: Realistico, piuttosto... ma non voglio pensarci più. Chi pensa troppo entra in paranoia, comincia a drogarsi o finisce in qualche setta religiosa.
Adriana: Ok, allora non ti chiederò nulla di lavoro e soldi. E l'amore?
Carlos: Senti ho appena finito la scorta di Kinder e di Kneenex... quindi, vediamo di cambiare argomento.
Adriana: Scusa...
Carlos: Ma no scherzo, sai, mi hanno perfino scritto che sono un uomo dalle mille risorse.
Adriana: Cioè?
Carlos: Ecchenneso’... me l’ha scritto una blogger, forse impietosita dal mio ultimo post; specialmente dalla frase “Ho l'orrenda sensazione che tutto quello che tocco diventa merda”.
Adriana: Ed è vero?
Carlos: Figuriamoci... era solo un’ espressione che mi è scappata mentre ero in piena fase di misantropia zen. E' evidente che sono un uomo di gusto e di sostanza.
Adriana: Di gusto forse, ma di sostanza non mi pare: per esempio perdi la testa solo per le donnine e mai per delle vere donne.
Carlos: Ma non è vero! Dev'essere per via della mia idea circa la passività femminile, che, lo ripeto, a me piace solo a letto. Fuori da quel quadro, in una donna cerco ben altro.
Adriana: Non mi convinci, però ti riconosco un alibi: il tuo lavoro.
Carlos: Il mio lavoro?
Adriana: Non fraintendere, tu ti occupi di vestiti, no?
Carlos: Sì, e allora?
Adriana: Gli uomini che non sono interessati alle donne si interessano molto dei loro vestiti; viceversa, a quelli a cui piacciono le donne non notano mai quello che  indossano.
Carlos: Ma senti che stronzata... allora tu, che ti ritieni donna e non donnina, spiegami perchè ti sei messa quel particolare jeans che ti alza il culo, o quel push-up che ti esalta le tette manco fossero di cemento. Avanti spiegamelo... e allora diciamolo che è un gioco stupido, ma ne siamo coinvolti entrambi: maschi e femmine.
Adriana: Poveroilluso, noi usiamo tutti i trucchi della moda solo per farvi fessi. Per poterci permettere di essere belle al punto di prendervi per il culo, ma soprattutto per poter avere la possibilità di dirvi sì o no quando vogliano noi.
Carlos: Ehi, vedo qualcosa che luccica sulla tua lingua.
Adriana: E' un piercing.
Carlos: Fammelo vedere. Fammi la linguaccia, dai.
Adriana: Ah ah ah... sento aria di tempesta ormonale in arrivo. Immagino che stai pensando a quale meraviglioso pompino potrei farti col mio pallino di metallo lucido. Beh, scordatelo.
Carlos: Come scordatelo?! Adriana tu sei una proiezione delle mie fantasie erotiche, un avatar in 3d che posso accendere e spegnere come un'abat-jour...la tua autonomia finisce dove inizia il mio piacere. Apri la bocca, subito!
Adriana: ... ...
Carlos: Ecco brava. Sì, così. Ecco… adesso muovi bene la testa, avanti e indietro. Voglio sentire il piercing.
Adriana: Mmph...mmph...
Carlos: Ops, scusa, ti sono venuto in bocca. Vabbè dai, fa bene alla pelle. E poi mi sembra suggestivo che questa nuova fantasia tra di noi finisca con un filo di sperma all'angolo della bocca
Adriana: Questa tua botta di testosterone mi ha come inebetita. Se vuoi posso fare dell'altro. Vuoi che facciamo un 69? Una spagnola? Vuoi sculacciarmi?
Carlos: No, basta così, sono stanco. Adesso ti rimetto nella boccetta. Semmai un'altra volta... e non fare quella faccia che poi ti vengono le rughette di espressione attorno alla bocca!
Adriana: Che stronzo... se rinasco, giuro faccio la fantasia di qualcun'altro
author: carlitos_rojos
category: adriana
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venerdì, ottobre 10,11:02

Apro il giornale: Wall Street -7,3%, Tokyo -9,6%, Milano a -5,9%, tutta l'Europa a picco. Un'altra giornata d'inferno per le Borse. L’ennesima. Mi chiedo che sarà di me, del mio lavoro, del mio tenore di vita, e perché no, della mia anima. Avrò conservato un’anima oppure me la sono giocata sul tavolo del consumismo? Ieri sera guardavo Anno Zero e invece di cagarmi in mano per il disastro prossimo venturo mi sentivo stranamente lontano. Come se stessi guardando il mondo dall’altro lato della finestra. Come se la catastrofe non mi riguardasse. In fondo, pensavo, cosa ho da perdere? Un’appartamento, forse due, la macchina, la moto, i vestiti, la possibilità di viaggiare in business-class, o di scoparmi qualche stronzetta.. poco altro. Nulla però di veramente importante. E allora ben venga questa bomba termonucleare. Venga presto è faccia esplodere questo castello di stupidità. Che ripulisca tutto e che si porti via questa orrenda sensazione che tutto quello che tocco diventa merda.
author: carlitos_rojos
category: esistenza
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