mercoledì, dicembre 31,14:13

Anche per quest’anno è finita. Questo dovrebbe essere il post dei bilanci, ma per una volta non me la sento di scrivere nulla. Diciamo che in questi periodi dissestati è meglio non approfondire troppo. Posso solo dire che, per me, il 2008 si è rivelato un anno negativo, con poche pressioni, pochi stimoli, e con rare provocazioni. Con questo io credo che sia ora di reagire. Questo è il mio primo proposito per l’anno nuovo. Il resto si vedrà. Per questa volta mi concederò una notte alcolica, di fuochi e di balli. Mi servirà a tendere l’arco vitale per una spinta di pura energia verso il futuro.
Buon Anno Nuovo a tutti, quindi, e se non sarà meraviglioso come dicono, cerchiamo almeno di renderlo sopportabile.
 
p.s. ricordiamoci bene (io per primo) che, anche per il 2009, ESSERE conta sempre un po’ più dell’AVERE.
 
Baci sotto il vischio.
author: carlitos_rojos
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lunedì, dicembre 22,22:34

Non lo so voi ma io non ho mai vissuto un Natale come questo, così strano che mi formicolano dentro ricordi e nostalgie. Un flashback di Natali passati, di presepi, di datteri, di re magi, di stelle cadenti, di pandori e panettoni (ah sì: meglio il pandoro o il panettone? Una volta si discuteva anche di questo). E i regali: tanti pacchettini lucidi e infiocchettati sotto l’albero. Ricordo il primo anellino alla morosa: brufoli e baci per un metro e mezzo più la frangetta. Mi piaceva il Natale. A pensarci bene ha smesso di piacermi quando mi dissero che quello che mi portava i i regali non era Gesù Bambino.
 
Siamo corpi in evoluzione, cacciatori di gioie. Una volta eravamo figli, adesso siamo padri. Io non ho figli ma ho un’età (43) per cui potrei essere anche nonno. Nonno… io! Ma se solo ieri ero un ragazzino che giocava a Monopoli !? Ripeto, è un Natale strano, forse per via di questo vento tiepido che attraversa Milano. Comunque bando alle tristezze, è il momento degli auguri.  
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Buone Feste. "BUONE" se la bontà è per voi una virtù, "FESTE" se le accette e riconoscete... e non siate pessimisti come me,  vedrete che il 2009 non sarà malaccio come dicono, e poi in fondo per essere felici – e quindi liberi – è sufficiente un cielo stellato sopra la testa e un cuore sgombro da cattiverie. Tutto il resto è gnapa.
 
author: carlitos_rojos
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lunedì, dicembre 15,15:08

 Immancabile e scontato - come il panettone a Natale - ecco qui il mio riassunto del 2008. Il prossimo sarà quello della svolta. Giuro.
Cominciamo…
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GENNAIO
Inizia il 2008 ed io, a dispetto di tutte le previsioni, mi abbuffo di lenticchie. “Chi mangia lenticchie a capodanno fa soldi tutto l’anno”  dice un proverbio. Inutile. E infatti esplode una crisi mondiale da far sbiadire quella del 29. Verso metà mese viaggio a Barcellona, per il Bread & Butter, in compagnia della mia ragazza. L’aria della Spagna ci fa bene e infatti scopiamo come castori in calore. E’ inverno ma lei indossa sandali alti 9 centimetri e maglietta super scollata. Vederla sculettare per le viuzze di Barceloneta mi suscita picchi di emozione che riempiono il cuore.
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FEBBRAIO
Al Bread & Butter rastrello alcuni contatti interessanti. Rientro a Milano e subito riparto (solo) per il Portogallo, e poi per l’Olanda. Sono viaggi brevi, senza pretese; vedo solo camere d’hotel e show room. Al ritorno, ho una botta di depressione. Non mi piace dove vivo, non mi piace come vivo, non mi piace con chi vivo. Ho una fidanzata che comincia a logorarmi. All’arrivo scopro che sua madre se n’è andata. Alleluja brava gente!
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MARZO
Le borse di tutto il mondo, nonostante le mie lenticchie, vanno a rotoli. Ovunque vedo negozi desolatamente vuoti, mentre lunghe file si formano davanti agli hard-discount. Povera Italia, siamo diventati un paese del terzo mondo (economicamente, intendo… perché culturalmente loro stanno molto meglio di noi). Avremmo bisogno di uno come Zapatero ma la gente sembra fare tutta il tifo per il mussolini ridens. Allarme rosso… finiremo nel baratro? Speriamo di no. Intanto il prossimo mese si vota. Una risata ci seppellirà, assieme ai rifiuti di Napoli. E ce lo meritiamo.
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APRILE
Le previsioni buttavano male ma il risultato è ancora peggiore. L’Italia è tutta ai piedi del cavaliere catramato. Sono disgustato. Anche la mia vita sentimentale è ormai in una pleonastica posizione di stallo. Mi accorgo con orrore che il mio senso critico si sta affievolendo. Non ho emozioni. Sto diventando una formica tutto casa e lavoro. Devo reagire. Come diceva quella canzone? “As time goes by”.
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MAGGIO
La mia squadra del cuore rivince lo scudetto (e sono tre di fila). Faccio festa in p.za Duomo assieme a 30.000 pazzi. Incredibile come 22 ebeti che prendono a calci una palla riescano a suscitarmi tanta passione. Boh?! Mi sfidanzo per un giorno, subito mi pento, riattacco poi mi ripento di nuovo. Termina che sono di nuovo single. Si litigava troppo, anche per cazzate insignificanti. Come disse un genio: è che gli uomini sono digitali mentre le donne sono analogiche. In sostanza facciamo/pensiamo le stesse cose, ma ci arriviamo in tempi diversi. Impossibile andare d’accordo.
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GIUGNO
E così mi ritrovo solo, ramingo e solingo, per Milano con strane e contrastanti sensazioni di libertà e d’apprensione. La solitudine è una moneta a due facce. Scrivo sul blogghino varie sconsideratezze sulle donne in generale. Forse sto diventando misogino. Qualche blogger me lo fa notare. Ma no, è solo che ho la sensibilità di un gay senza essere un gay. A Milano fa un caldo pazzesco: penso che se il mondo finisse io non sarei affatto dispiaciuto.
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LUGLIO
Mese del cazzo, forse tocco il fondo. In pratica non mi succede nulla, nemmeno una scopata di striscio. Comunque continuo a tenere le mie belle antenne alzate, attento a qualsiasi segnale che prometta un cambiamento, una metamorfosi. Da bruco a farfalla. Mi ritrovo in una frase scioglilingua di Pessoa: “So che non avrò mai quello che cerco e che non so cercare ciò che desidero, ma cerco senza sapere nel mistero oscuro di ciò che non desidero”.
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AGOSTO
Milano si svuota e, come sempre, io comincio a trovarla bella. Verso il tardo pomeriggio vado spesso all'Iguana Cafè per un aperitivo e a cazzeggiare. Tengo banco parlando di figa, calcio e di vacanze. Non si parla d’altro. Nessuno ha voglia di chiedersi se la vita abbia un senso, farlo sarebbe una tragedia. Fa un caldo bestiale: mi sciolgo, però con molto stile. 
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SETTEMBRE
M’invitano alla sede centrale della C.Klein. Il posto (Osmonnoro) è un buchino di culo schiacciato tra autostrade e tangenziali. Durante una pausa lavoro mangio in una specie di mensa del popolo e ho come un’illuminazione. Intuisco qualcosa che però non so spiegarmi. Ci penso per diversi giorni, inutilmente… sarà un chiodo fisso che non riuscirò a levarmi più dalla testa. A parte questo, decido di cambiare il look al mio blog e allo stesso tempo scrivo quello che probabilmente sarà il più bel post della mia attività di blogger.
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OTTOBRE
Crolla definitivamente l’economia. Dovrei preoccuparmi e invece assisto impassibile come fossi al cinema. In fondo – penso – ho da perdere solo cose materiali, il resto non me lo può portare via nessuno. Intanto i consensi per Berlusca aumentano. A dimostrazione che la maggior parte degli italiani ha un cervello che pesa un quarto di un uomo sapiens. Metto in vendita l’appartamento di Milano. Wake up, Carlos. The Matrix has you.
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NOVEMBRE
Parto per la Colombia. L’intenzione è di trovare qualche buon investimento per poi mettere le basi per il trasferimento del prossimo anno. Con un’amica di Bogotà ritrovo l’amore. Durerà? E chi lo sa… con lei sono sereno, pare non sia la solita attrazione fatale da bassoventre. Mi alzo all'alba e vado a dormire prestissimo. Le cosiddette buone abitudini che avevo perso da anni. Piove spesso. L’Italia è lontana e comunque l'avverto come una musica fuori sincro.  
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DICEMBRE
Torno in Italia sentendomi un po’ come un emigrante insoddisfatto. Ho nostalgia della mia ragazza. Nevica molto. Mi becco l’influenza. Una buona notizia: mio padre sta bene, me l’ha confermato un medico. Questo mi permette di non andare in overdose di senso di colpa. L’inverno sarà lungo ma bisogna saper lottare. Faccio un lungo respiro e scaccio tutto il pessimismo accumulato in questi mesi. Nel 2009 niente sarà più come prima. Stop ai pensieri neri… basta, basta, cancello tutto. Fischietto spensierato…  
author: carlitos_rojos
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mercoledì, dicembre 10,13:37

.Oh cristo Scarlett... sono tutto un brivido!

.Wow... sesso! E daiii...

.Etciuuuu...

.Ehm... be' no... influenza!

Ebbene sì, ho l’influenza. Il fatto è che si può sfuggire a tutto in questo benedetto paese, perfino al fisco, ma alla vecchia pelandrona (l’influenza) no. Uno cerca di non pensarci, di non pisciare fuori dal vaso. Di fare il bravo ragazzo. Roba, tipo: andare a letto presto, non prendere freddo, stare alla larga da posti affollati, specie con bambini (maledetti). Tutto inutile. La prossima volta, giuro, l’antinfluenzale invece che in vena me la sniffo a dosi maradoniane. Due grammi al giorno e fanculo (con quanto, il prossimo anno, mi auguro di vivere in ben altre latitudini). Per adesso vegeto in casa, con la gola in fiamme e depresso come un ramarro nel freezer. Fuori sento uno scampanellio. Chi sarà? Babbo Natale o i monatti che vengono a portarmi via?!
author: carlitos_rojos
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sabato, dicembre 06,22:04

 Il ronzio di un aspirapolvere mi sveglia all’improvviso. Sento che c’è qualcuno di là in sala?! Eppure sono sicuro di non aver invitato nessuno, ieri sera, e poi chiudo sempre bene la porta. Che ci siano dei ladri? Ladri che usano l’aspirapolvere?! Impossibile. Spalanco la porta della sala ed ecco, di spalle, apparirmi l'ologramma di una donna. Una donna vestita da cameriera che tira l’aspirapolvere.
“Chi sei… e che ci fai qua?” le chiedo
Lei si gira e mi sorride: “Buongiorno… sono Jessica Alba.”
“Jessica Alba ?!”. La guardo: ha lineamenti delicati, pelle ambrata e senza difetti, occhi da bambola. Una bellezza da doppio paginone centrale, senza dubbio. Sembra davvero Jessica Alba ma c’è qualcosa in lei che non mi convince. La osservo meglio e comincio a decifrare il mistero. L’espressione del viso è un po’ più dura, qualche rughetta attorno agli occhi; sicuramente è più vecchia della Jessica Alba che appare in tv o sulle riviste di cinema. Magari potrebbe esserne la mamma o, al massimo, la sorella maggiore.
“Scusa, ma quanti anni hai?” le chiedo incurante della sconvenienza della domanda.
“Ne ho 29.”
Ventinove?!… non ci credo. Sta barando. Si sa che i 29, così come i 39 e i 49, sono quasi sempre fasulli. E' la tipica bugia delle donne non più giovanissime che si agganciano, fin che possono, all'ultimo anno del decennio precedente. Certo è molto bella ma dimostra almeno 10 anni di più,  forse 15.
Mah?! Continuo ad osservarla perplesso, mentre lei, la presunta Jessica non più giovanissima, continua a fare le pulizie. Poi, improvvisamente lascia l’aspirapolvere e si china a raccogliere delle riviste che avevo lasciato sul tappeto.
Forse è una tattica ma di certo è ben studiata perché così mi mostra tutte le cosce fino al sedere. A quella vista le mie perplessità svaniscono di colpo: non esiste un sedere al mondo come quello. Adesso sono sicuro: quella davanti ai miei occhi è veramente Jessica Alba.
“E come hai fatto a trovarmi?” le chiedo incuriosito.
“Il fatto è che in questi giorni sono a Milano per il calendario Campari e uno dello staff mi ha dato l'indirizzo. Poi, quando sono entrata, ho visto che dormiva, non volevo svegliarla, e ne ho approfittato per fare un po’ di pulizie ”.
Sono sempre più perplesso. Come ha potuto aprire la porta senza chiave? E poi perché quella strana mise? La guardo ammirato: è incredibilmente stuzzicante con quel grembiule bianco inamidato sul davanti, e la cuffietta di pizzo nei capelli sciolti. Chissà perché s’è vestita così? Forse una provocazione? Uno scherzo di qualche amico per curare la mia singletudine milanese? Chissà?!
Comunque sia sono troppo eccitato e decido di stare al gioco...à la guerre comme à la guerre, si dice.
“Signorina Jessica questa stanza è uno schifo” la rimprovero con voce un po’ alterata.
“Ma signor Carlos, le giuro che ho appena pulito..."
“Come?! Adesso rispondi ad un rimprovero? Questo merita una punizione.”
L’afferro per le spalle e con una spinta la getto sul divano, la faccia affondata nel cuscino. “Su, levati le mutandine… o devo farlo io al tuo posto?”
Ubbidisce. Senza girarsi si solleva, prima sui gomiti, poi sulle ginocchia, così da sfilarsi mutandine e collant. Quando ha finito le sollevo la gonnellina e metto a nudo le sue incredibili natiche. Inizio con una piccola serie di sculacciate fino ad arrossarle il sedere.
“Andiamo, piegati di più e non cercare di sottrarti alla punizione che ti meriti.”
Con il respiro in affanno, ubbidisce docile, arcuando ancor di più la schiena. Intravedo la sua albicocca matura spaccata in due, che spicca in mezzo alle cosce. Non resisto, ci appoggio il glande duro e la penetro; senza fretta, senza sforzo. Facciamo all’amore in silenzio, in una sorta di turbata sospensione.
Alla fine vengo, e lei con me.
“E’ stato incredibile” le dico usando poche parole per paura di sciuparle.
“Lo scriverai sul tuo blog?”
“Che ne sai del mio blog?”
“E’ per questo che sono qui… che credevi?”
“Non capisco.”
“Dovevo scalzare quella sciacquetta di Scarlett e conoscendo le tue perversioni mi sono dedicata a questo gioco.”
“Be’, se continui così ce la puoi fare.”
Sorride, poi, all’improvviso, si solleva, nuda e armonica, e fa per andarsene.
“Aspetta, dove vai?” l’afferro per un polso e cerco di trattenerla.
“ Devo andare, e poi più di questo non saprei che fare.”
Con lo sguardo le indico il mio pene che incomincia di nuovo a farsi pieno.
Lei sorride increspando le labbra, poi si accoccola ubbidiente tra le mie gambe per la definitiva fellatio.
Alla fine di tutto se ne va. Se ne va con la bocca servizievole e sporca dei miei umori. Se ne va ondeggiando i fianchi. "Cazzo! – penso -  si muove proprio come in Sin City." D’altronde quell'ondeggiare morbido è sempre stato il suo marchio di fabbrica.
Poi all'improvviso un rumore secco di pioggia contro i vetri mi sveglia. Ma come, stavo solo sognando?!  Tendo l'orecchio: la camera è avvolta in uno strano silenzio. Nessun rumore d’aspirapolvere, o di passi femminili di là in sala. Solo, dalla strada, suoni di clacson e di tenerezze natalizie.
author: carlitos_rojos
category: sculacciate
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