mercoledì, maggio 27,20:19

Carlos: Sai Adriana, ieri un amico mi ha chiesto come andava con il lavoro. Io gli ho risposto che stavo oscillando paurosamente tra l'essere considerato “ricco” e prossimo alla miseria.
Adriana: Mah... non capisco.
Carlos: E' il turbo-capitalismo, piccola. Un giorno ti senti padrone del mondo e il giorno dopo ti ritrovi sotto un ponte, come un povero clochard. E magari è giusto che sia così:  lavoro in un settore effimero, inutile, che produce fuffa e la spaccia per oro.
Adriana: E ti vergogni per questo?
Carlos: Vergognarmi proprio no. E’ vero che  è un mondo che non mi piace, che incarognisce, però mi fa vivere abbastanza bene; e infatti mi faccio pagare bene. Ad un cliente che mi costestava una parcella, ho risposto: “ No caro ,  io non ti chiedo sti cazzi di soldi per il lavoro, io ti chiedo per le conoscenze che ho accumulato in una vita!
Adriana: Figuriamoci, tu dall’ alto dei tuoi quarant'anni.
Carlos: Quarantatre, splendidamente portati, devi ammetterlo.
Adriana: Che megalomane! Cambiamo tema, va. Stanno arrivando le elezioni. Per chi voti?
Carlos: Non dirmelo, la parola “elezioni” mi evoca una lunga trafila di delusioni. Non lo so per chi voterò; cercherò di individuare nel mucchio della cosiddetta opposizione qualcuno che sia onesto e magari intelligente. D’altra parte in Italia se le elezioni servissero a qualcosa le avrebbero abolite da tempo.
Adriana: Tutta colpa della tv. Bisognerebbe tenerla spenta.
Carlos: Idea affascinante ma leggermente claustrofobica. Mi spiacerebbe dover rinunciare ai miei film di mezzanotte. Piuttosto che spegnerla preferisco usare bene il telecomando. Zapp… zappp… zappp. Col tempo sono diventato un virtuoso del telecomando.
Adriana: Cambiamo tema. L'amore...
Carlos: L’amore… ormai sono sempre più convinto che solo due tipi d’amore durano a lungo: quelli  non corrisposti e quelli virtuali.
Adriana: Cinico! Fai parte anche tu degli uomini che pensano che amore significhi solo “essere amati”, anziché amare.
Carlos: Hai ragione. Il fatto è che i miei amori, quelli reali, prima o dopo decedono tutti, mentre quelli virtuali rimangono eterni.
Adriana: Che mente contorta: lo so che mi ami solo perché puoi accendermi e spegnermi a intermittenza.
Carlos: Una mente contorta?! Hai ragione, è che a furia di scrivere su questo blog ho imparato a pensare come voi donne.
author: carlitos_rojos
category: adriana
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sabato, maggio 09,13:05

Dal blog Macchianera:

Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.
Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione.
(Dalla relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano
sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912)
author: carlitos_rojos
category: esistenza
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sabato, maggio 02,00:03

Lau mi ha mandato questa bella foto permettendomi di pubblicarla nel mio blog. La foto s'intitola 36 perchè è il numero che corrisponde alle settimane che è in dolce attesa. Come si vede il pancione è al limite dell'inverosimile e l'espressione di Lau è di chi pensa "Oddio non ce la faccio più, ancora un poco e scoppio!" Scherzi a parte, converrete tutti, che è proprio una bella mammina.

Sono appena tornato da Praga, alcune piccole considerazioni.

Vale la pena di visitare Praga, vale per millecentoundici ragioni che vi avranno già detto in molti. Vale per la sua magia, per l'arte, per i suoi profumi che scivolano lungo il fiume che l'attraversa. Vale per gli occhi languidi delle ragazze. Vale, come millecentoundicesima ragione per la meraviglia del Teatro Nero. Durante lo spettacolo (Alice) mi sono riempito il cuore di stupore e meraviglia, di curiosità e innocenza. Non mi era mai successo, a parte forse, molti anni fa.

La ragazza di Praga.

Fianchi stretti e spalle larghe: fisico da nuotatrice, direi. Cammina disinvoltamente con jeans da pochi soldi o con tailleur firmati. I capelli quasi sempre biondo cenere, schiariti con banali colpi di sole. Gli occhi chiari, spesso azzurri, la bocca ben disegnata, sorride poco. Occhio però: quando lo fa è come un tuffo al cuore. Le gambe... eh sì, le gambe sono il punto forte della ragazza di Praga. Lunghe, affusolate e accoglienti. Se prendi bene le misure puoi scivolarci dentro, comodamente.

author: carlitos_rojos
category: vacanze, esistenza
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