sabato, novembre 21,14:28


Io immagino, ricordo, combino…
 
Ore 19:30 LEMON VODKA
Entro al caffè latino, lei è al bancone seduta su uno sgabello che mi aspetta. Noto da lontano che sta sgranocchiando una delle sue abituali barrette ipocaloriche. Sono disgustose ma utili per permetterle di entrare nei suoi seducenti jeans Diesel taglia 27.
Mi avvicino, da dietro: “Tanto è inutile, prima o poi la cellulite avrà anche le tue cosce” le dico appioppandole un bacio sulla nuca.
Lei si gira quel tanto che basta per offrirmi le labbra: “Sono contenta che sei venuto” dice, maltrattando l’ennesimo congiuntivo
Mi siedo sullo sgabello accanto al suo. 
“Cosa bevi?” chiedo.
Lei ci pensa un attimo, guardando la lista dei cocktail appesa al muro.
“Prendo un lemon vokda”.
“Okay, un lemon  vodka e un Negroni sbagliato” ordino al cameriere dall’altra parte del bancone.
Sorrido. Il vodka lemon è perfetto per le calorie e per il sapore che lascia in bocca; è il cocktail ideale per i baci, per questo è il preferito dalle ragazze sveglie.
 
 Ore 17:00 POMPINI
E' quasi un'ora che l'aspetto, sono tentato di andarmene ma resisto. Ancora un poco, mi dico, in fondo è già successo altre volte ma ne è sempre valsa la pena. Per motivarmi a resistere metto a fuoco la sua faccia,  le sue labbra, soprattutto. Eccola, adesso ce l’ho bene in mente: diciamolo, è una che non vincerebbe un benchè minimo concorso di bellezza però sa fare dei pompini come nessun’altra.
Ordino l'ennesimo caffè e riprovo a chiamarla ma il suo cellulare è ancora spento. Chissà cosa starà facendo,  penso, magari un pompino ad un pirla qualsiasi, ad un parassita del terziario avanzato, ad uno che produce nulla, che si limita a vivere del consumo degli altri. Cazzo... cazzo... cazzo… me ne devo andare. Subito.
Faccio un cenno al cameriere per il conto quando lei appare all’improvviso. Bella, certo non la più bella del locale, ma garantito, la più eccitante. Mi sorride: un sorriso da sfinge, da settimana enigmistica, da gioconda moderna, da pompini inimmaginabili. Non si scusa, ma io non sono mai stato esigente in fatto di scuse, specialmente con "chi ci faccio all’ammore".
 
Ore 11.15 VACANZE ALL INCLUSIVE
Il bar profuma di brioche, ma di brioche di classe, non certo quelle mollicce scongelate nel microonde. Lei è seduta di fronte a me e mi sta parlando da almeno dieci minuti. Cerco di sintonizzarmi sulla sua bocca, sul labiale, per recuperare il filo del discorso. Sta dicendo cose sgradevoli su di noi, di noi intendo come coppia. Percepisco che siamo fidanzati e che siamo in crisi. La osservo, è una ragazza carina, con tutte le cose a posto, compreso le tette che premono contro la dolcevita mezzamanica fucsia Calvin Klein, ma troppo scontata. Fare sesso con lei, penso, dev’essere una cosa piacevole ma limitata. Una cosa tipo girare il mondo però con pacchetti turistici all inclusive.
“Sei distratto... a che pensi?”all’improvviso  sento distintamente questa frase.
Rispondo istintivamente: “Stavo pensando che forse dovremmo farci una vacanza”.
Lei sorride con denti bianchi anche se un po’ storti: “Sì magari ci farà bene. Ho visto proprio oggi in agenzia un’offerta  7 giorni per il mar Rosso. Dai andiamo subito a vedere”.
author: carlitos_rojos
category: esistenza
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martedì, novembre 17,18:29


Dalla Repubblica di oggi. Singolare protesta del Femen, un movimento di femministe ucraino, che per difendere i diritti delle donne nel loro Paese hanno inscenato una sculacciata pubblica davanti al ministero dell'Educazione di Kiev per denunciare gli abusi e i ricatti sessuali subiti dalle studentesse ad opera dei professori. LINK

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Oh santo cielo! Altro che cortei e occupazioni! Mi chiedo perché quando andavo io a scuola  non protestavamo in questa maniera?!

author: carlitos_rojos
category: sculacciate
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domenica, novembre 15,15:53


La ragazza era bella: 24 anni un corpo liscio e compatto, interrotto solo da dolci colline non siliconate. Era vergine fino al buco rosato che a volte, per lavoro,  le toccava mostrare. Ma ovviamente sto parlando di segni zodiacali (una sua fissa) e non di sesso. Erano bastate un paio di comparsate in una tv locale che subito le erano arrivate alcune offerte di lavoro nel ramo della moda. Niente di eclatante: si trattava di fare pubblicità per piccole aziende che  producevano abbigliamento di basso costo, roba che finiva sulle bancarelle dei mercati. Alla fine aveva dato l’esclusiva della sua immagine ad un’azienda meridionale dal marchio buffo: un ranocchio  col sopra un nome che le sembrava evocativo: Monella Giramondo. “Monella giramondo proprio come me –  pensò - emigrata dai Carpazi per conquistare il mondo”.
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Quel mondo da conquistare era quello che frequentavo anch’io: un mondo dove tanti lavorano fino a drogarsi  per farsi l’ultima Porsche o per farsi una come lei, una con un corpo da cartellone pubblicitario. Quella ragazza la conobbi all’inaugurazione del primo negozio monomarca Monella Giramondo di Milano. Me la presentarono e nell’arco di pochi giorni si realizzò il solito percorso: conoscenza, uscita, bacio, sesso. E il tutto senza dare peso alle cose e soprattutto alle parole. Ricordo una notte in cui passammo in rassegna le nostre vecchie cicatrici,  proprio come due vecchi amici o  come due che stanno per mettersi assieme. Lei si lasciò sfuggire qualche nome importante, compreso un calciatore dell’Inter che l’aveva scopata nei bagni dell’Hollywood. Ad un certo punto ci fu anche qualche frase sentimentale, ma non ci voleva molto a capire che non veniva dal dentro ma era un operazione di copia-incolla prelevata da un libro/film di Muccino.
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Sentimentalmente era molto pragmatica ma anche parecchio strana. Per esempio, era una che per vederci chiaro nel suo cuore fissava un appuntamento con l’astrologo, e poi aveva il vizio di pensare troppo ai soldi e di essere troppo religiosa. “L’amore di Dio ci salverà tutti” ripeteva spesso. Come facesse a conciliare astrologia, soldi e Cristo mi era incomprensibile ma lei ci riusciva piuttosto bene. Fare sesso con lei mi metteva prima fame e poi sonno, a lei invece bastavano due cuba libre per rimettersi come nuova. Dentro quel corpo sinuoso aveva un motore al titanio.  Che strana creatura, l’ho persa di vista a causa del lavoro o perché lei ha voluto così. Chissà che fine ha fatto? Forse è riuscita a trovare un lavoro a Miami (altra sua fissa) o forse, come Carolina Marconi ha incontrato un imprenditore pugliese innamorato pazzo di lei. Non c’è nessun limite all’astrologia, e a un bel culo. O no?
author: carlitos_rojos
category: culoncitas
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venerdì, novembre 06,22:30


E' una notte di quelle che capitano solo a Milano, quelle notti senza anima, senza stelle, che non usciresti di casa nemmeno se  – faccio per dire -  fuori ti aspettasse Jessica Alba coi capezzoli duri come noci. Meglio la casetta, meglio la coperta di Linus (o era di Snoppy... non ricordo), meglio la ciabatta di peluche ai piedi, il bicchierino di vin brulè accanto al pc. Meglio aprire il blogghino e buttar giù quel che ho dentro. Fumassi mi accenderei una Marlboro, light però, perchè alla salute ci tengo ancora. Ho 43 anni, cazzo, presto approderò ai 44 e sono ancora single, grazie a dio, anche se, più di una volta, mi sono salvato ai tempi supplementari. Voglio dirlo: essere single non significa essere felici, ma nemmeno infelici. Piuttosto è il vivere senza amore che rende infelici. L'ideale sarebbe essere single senza la responsabilità della famiglia, vivere solo di storie d’amore. Purtroppo è proprio l’amore che non si trova, ed è tale l’ansia di trovarlo che si finisce per sposarsi o mettersi assieme per disperazione, pur di non essere soli.
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Dicevo ho 43 anni, anzi quasi 44, e alla mia età si arriva a capire che la donna, o l'uomo, ideali non esistono. Esiste la persona di cui ci si innamora, che magari è sbagliatissima, ma non importa se quella ci procura l’emozione. Le stupide farfalle nella pancia. Quella sensazione che, fin che dura, ci fa apparire meravigliosa anche chi non lo è. Per esempio quella che ho conosciuto poco tempo fa. Una bella, non proprio una ragazza ma eccitante; una Sharon Stone de’ noialtri anche se a me S. S. non è mai piaciuta. Una Sharon tirata su a pane e salame più che a bresaola e rucola. Se la perfezione fosse la terza misura, lei sarebbe una terza di faccia e una quinta di culo. Forse troppo, anche per i miei gusti. Certo che oggi ragazze veramente brutte è difficile trovarne. Le poche sono una rarità e hanno un fascino speciale. D’altronde è risaputo che sono sempre le bruttine ad accasarsi per prime, perché non fanno paura agli uomini insicuri, cioè a quasi tutti noi maschi spompati e momentaneamente privi di vitamine esistenziali.
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Chissà se ha ancora senso corteggiare, oggigiorno. Ho letto da qualche parte che gli uomini corteggiano mentre le donne seducono. Bella storia, però sarebbe meglio se ci seducessimo a vicenda. Intendo, che lo facessero anche le donne. Una donna può – e deve – poter dire a un uomo: “Mi piaci, vorrei conoscerti” e invece niente. Lo penso e lo dico: le donne sono oggi in piena regressione. Indossano gli hot-pants ma in testa hanno ancora il ricamo a tombolo. Non tutte, ovviamente, escludo le eventuali lettrici. E' che a me, le donne troppo addomesticate m’infastidiscono: preferisco maggior vivacità e personalità, anche per poterci litigare. Focalizzo l'idea: una strapazzacazzi con gli occhi della barista sotto casa mia. Una che ti rompa l’anima ma poi, nel momento che conta, non metta un muro tra sé e il cuore. Impossibile? Bah, siamo seri, ridiamoci sopra.
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Vaneggio o dico cose sagge? E' che in amore non serve l'esperienza, anche se ne hai tanta. Cioè voglio dire: non si impara dagli errori. Fosse così sarei infallibile. Saprei valutare quando approcciare, quando rompere, quando battere e quando levare. E invece sono qui ad inventarmi cazzate e a darmi pacche consolatorie sulla spalle. Prego un caffè, un tiramisù senza il mascarpone però che fa ingrassare, ed io alla linea ci tengo ancora, e qualche tiro immaginario di una Marlboro light. Dovrei riuscire ad innamorarmi, magari di una non troppo giovane, come quasi mai mi è capitato. Una tra i 30 e i 40, senza figli però, se no mi capita d'affezionarmi più a loro che a lei. Ai tempi di mio padre le donne erano vecchie a 30 anni, la loro unica stagione era l’estrema giovinezza, quella fino ai 20 anni. Oggi le 40enni se non si rovinano con il botulino e non assumono quell’aria desolata di chi vuol fare la figa a tutti i costi, possono essere attraenti e scopabili. Una così dico, sarebbe perfetta in questo momento, ovviamente senza compromessi. Né per amore né per sesso bisogna accettare ogni sorta di compromesso. Ragione e sentimento, “sense and sensibility”, mal si accordano, lo diceva anche J. Austen. Brillante, però una figa di legno. Bon, mi fermo qui, per ora. 

author: carlitos_rojos
category: esistenza
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domenica, novembre 01,20:20

Ho appena letto una notizia triste: la morte di Alda Merini. Dicono non se la passasse bene, però - così leggo - fosse così per sua scelta. Alda Merini  era una poetessa che conosceva l’assoluta, infallibile naturalezza del ritmo e dell’immagine.
Scriveva parole perfette e trasparenti. Parole come queste:
 
Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue, di stelle che mormorino
all' orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
author: carlitos_rojos
category: esistenza
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