giovedì, ottobre 22,17:02

In economia ogni desiderio soddisfatto apre le porte a un nuovo desiderio. Il compito della propaganda commerciale è indurre nella gente nuovi desideri. Le persone felici hanno pochi (o non hanno ) desideri. Quelle infelici invece ne hanno tanti. Chi è infelice desidera qualcosa di nuovo. Il compito della propaganda commerciale è creare infelicità. Creare persone infelici è una cosa schifosa, eppure è parte del mio lavoro.
 
 
 
Io - Li ho contati … sono 44
Lily - Cosa?
Io - I libri che ho acquistato quest’anno e non ho ancora letto.
Lily - Si vede che ti piace spolverare.
Io - Tu scherzi, ma per me è come una malattia. Per casa ho una mezza dozzina di apparecchi elettronici mai usati e comprati solo per soddisfare lo sfizio di un momento. Ho gli armadi pieni di camicie nuove o indossate una volta sola. Ieri ho fatto un repulisti in cucina e mi sono ritrovato a dover buttar via un sacco di cibi scaduti. Vivo da single ma produco l’immondizia di un villaggio turistico.
Lily – E’ perchè te lo puoi permettere. Se vivessi con uno stipendio fisso faresti meglio i conti.
Io – Guarda che non sono ricco. Al massimo posso considerarmi un morto di fame di fascia alta. Continuo a spendere solo perché, negli anni buoni, ho messo del fieno in cascina. Dovessi campare di quello che guadagno adesso starei fresco.
Lily - E allora risparmia … che ti costa? In fondo si tratta di rinunciare a un po’ di paccottiglia.
Io - Hai ragione, però ti sfugge una cosa. Il mio lavoro consiste proprio nel commercializzare l’effimero. Se molti applicassero questo tuo consiglio mi ritroverei presto a dormire sulle panchine del parco.
Lily - E allora andiamo avanti così facciamoci del male. Ma ti rendi conto che le cose, gli oggetti, gli averi, hanno un senso solo se si usano … altrimenti sono solo feticci, il cui destino è arrugginire o, appunto, prendere polvere come i tuoi 44 libri in fila per due col resto di tre.
Io - Semmai in fila per tre e col resto di due.
Lily - Ma che cavolo dici … io ti sto parlando seriamente e tu te ne esci con queste cazzate.
Io - No è che voi donne sbagliate sempre il conteggio di questa rima.
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martedì, ottobre 07,23:17
 
Il fatto è che mi sono messo sul divano a vedere l'Isola dei famosi mentre nella testa mi frullavano mille pensieri cattivi: il crollo della borsa, la stagnazione della mia attività sessuale, il cielo asfaltato di Milano. Aggiungiamo poi la stanchezza, la cotoletta di tre etti, fatto sta che sono precipitato in un incubo. Ve lo voglio raccontare.
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 Carlos: Ehi, ma dove cazzo sono finito?
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 Luxuria: Ciao, tu devi essere il concorrente nuovo.
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Carlos: Concorrente nuovo?! Ma dove siamo?
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Luxuria: Sei sull'isola dei famosi... devi essere il sostituto di quel minidotato del Giuseppe Lago. Quel fessacchiotto si è ritirato. Be', via un bellone dentro un altro. Almeno nel cambio non ci abbiamo rimesso.
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Carlos: Statte bona Luxuria che già sono depresso di mio per il crollo della Borsa.
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Valeria: Borsa? Chi ha detto borsa? Qualcuno ha visto la mia Luis Vouitton?
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Flavia: Sciocchina, Carlos si riferiva alla Borsa degli affari. La tua Vouitton ce l'hai infilata nelle chiappe... prima senza badarci, ti ci sei seduta sopra.
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Simona: Mi sentite? Mi sentite???? Su, testa dritta e schiena alta... mi sentiteeeeeee?
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Carlos: Da dove arriva questa orrenda voce?
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Viridiana: E' la conduttrice...grida così perchè il push up la sta strozzando.
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Giusas: Poveretta
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Carlos: Ciao Giucas... ti ho riconosciuto. Ma sei sempre uguale. Sai che una volta mio padre, guardando un tuo numero in tv è rimasto con le dita attorcigliate per due giorni.
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Giucas: Davvero? Ah... che bei tempi
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Carlos: Ma no, scherzavo. Dai Giucas, lo sapevano tutti che quelli in studio erano tuoi complici.
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Belen: Non essere cattivo... Giucas è un uomo buono, purtroppo da quando ha detto di essere paragnosta figlio di paragnosta si è rovinato. Guardalo com'è depresso
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Carlos: Ah... tu devi essere Belen. Io con certe facce non mi sbaglio mai.
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.Belen: Sì sono io, posso sedermi vicino a te
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Carlos: Certo, con quel sorriso puoi sederti dove vuoi. Comunque ancora non capisco cosa ci faccio qui? Ricordo che stavo guardando la tv e facevo zapping tra il tg e l'isola quando...
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Viridiana: Sei finito qui, all'Isola dei Famosi.
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Carlos: Chi se frega dell' Isola dei famosi... io sono preoccupato per le mie azioni... non possono essere andate a scatafascio così.
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Flavia: E invece sì, è la dura realtà del capitalismo.
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Carlos: Flavia, ciao. Senti, tu che tra tutti mi sembri la più intelligente, spiegami cosa sta succedendo in Borsa?
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Flavia: Ok , però fai bene attenzione. Allora, questa crisi viene da lontano. Una volta, diciamo qualche decina di anni fa, la gente era contenta: bastava soddisfare i bisogni primari e concedersi qualche piccolo lusso di tanto in tanto. Raggiunto un certo livello di reddito, si preferiva incrementare il tempo libero invece di lavorare di più. Questo però non andava bene per gli imprenditori che vedevano aumentare le scorte di merce invenduta...
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Carlos: Continua, ti prego...
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Flavia: Allora gli imprenditori , per vendere sempre di più, decisero di cambiare la psicologia dei cittadini trasformandoli da risparmiatori in consumatori. Cominciarono ad investire milioni in campagne pubblicitarie sempre più sofisticate per convincere la gente a desiderare sempre qualcosa di nuovo. E come si sa, i desideri sono insaziabili; ogni desiderio soddisfatto apre le porte a un nuovo desiderio.
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Carlos: Per poi soddisfarlo e diventare di nuovo infelice.
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Flavia: Esatto. Chi è infelice desidera qualcosa di nuovo. Noi lo compriamo e siamo felici. Nel frattempo qualcuno pensa a come renderci infelici per venderci qualcosa di nuovo.
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Carlos: Ho capito... ma non capisco cosa c'entra con il crollo delle borse.
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Flavia: Succede che la gente per stare al passo coi desideri indotti dalla pubblicità, viene spinta a ricorrere in maniera massiccia al credito: acquisti a rate, prestiti, finanziamenti agevolati. Qualunque cosa permetta di comperare. In questo modo si arriva alla rottura: eccesso di produzione da un lato, mancanza di potere d'acquisto dall'altro e iniezioni di credito a cui non corrisponde una effettiva possibilità di spesa. Si arriva quindi al corto curcuito e tutto salta.
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Luxuria: Mi viene da vomitare.
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Valeria: Non sulla mia Vouitton...
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Carlos: Flavia tu sei un genio... mi hai conquistato. Perchè non scappiamo assieme?
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Belen: E io? Sono qui accartocciata a te come la stagnola a un cioccolatino e nemmeno te ne accorgi.
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Carlos: Scusa Belen è che sono un po' in crisi per via della Borsa...
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Belen: Senti bambolo, io faccio pompini anche col culo e tu ti fai distrarre dalle parole di quella puttanella...
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Simona: Naufraghi... mi sentite? Mi sentite??? Su la schiena, testa dritta... naufraghiii???
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... e poi mi sono svegliato in un lago di sudore. Meno male che è stato solo un incubo... ma se fosse tutto vero?!
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venerdì, settembre 19,22:01

 

Una giornata spaventosamente calda. Un bosco di castagni. Tre uomini  seduti all’ombra (Dennis, Jack e Peter) che cazzeggiano.
 
Dennis: Sai una cosa Peter… una volta questo era proprio un bel paese …  non riesco a capire quello che gli è successo.
Peter: Be’, è che adesso tutti hanno paura, ecco cos’è successo. Cazzo, guarda noi: dobbiamo dormire qui,  non possiamo nemmeno andare in uno di quegli alberghetti da due soldi,  capisci? Credono che si vada a rubargli o qualcosa, hanno paura.
Jack: Non hanno paura di noi, hanno paura di quello che rappresentiamo.
Peter: Ma perché? Solo per i capelli lunghi?
Jack: Ma no, quello che rappresentiamo per loro è la libertà.
Dennis: Che c’è di male nella libertà? La libertà è tutto.
Jack: Ah si, è vero, la libertà è tutto, però  parlare di libertà ed essere liberi sono due cose diverse. Voglio dire, tu prova a dire a qualcuno di loro che non è libero e quello si darà un gran daffare a uccidere, a massacrare per dimostrarti che lo è. Ah certo, ti parlano e ti parlano e ti riparlano di questa famosa libertà individuale, ma quando vedono un individuo veramente libero, allora hanno paura.
 
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giovedì, giugno 19,21:56

E. Che hai Carlos?
C. Ho un dubbio blog-esistenziale
E. E cioè?
C. Vista l’emergenza democratica che c'è in Italia, non so se continuare a occuparmi della mia solita fuffa quotidiana oppure cambiare linea editoriale e dedicarmi alla politica…
E. Linea editoriale del tuo blog?!? ah ah ah ah…mi fai ridere
C. Tu scherzi perché sei americana ed è sicuro che Bush, tra qualche mese, ve lo levate dalle palle. Noi invece quel maledetto nano dovremmo ciucciarcelo fino all’eternità.
E. Ma dai… ha più di 70 anni
C. Quello non è umano…. quello è Dorian Grey... il suo vero ritratto lo tiene nascosto in qualche caveau svizzero. Il suo medico ha appena detto che è immortale, che possiede la salute di un trentanovenne. Vedrai, quello ci sotterra tutti.
E. Esagerato… e poi vedrai, la gente prima o poi si stancherà anche di lui. Ma tu per chi hai votato alle ultime elezioni?
C. Ho votato Veltroni, ahimè. Il tapino mi aveva perfino convinto che il dialogo col nano fosse possibile. Magari aveva letto “L’arte della guerra” di Sun Tzu che dice: “Se non puoi sconfiggere un nemico, cerca di fartelo amico”.
E. Mi sembra saggio… perché non ha funzionato?
C. Perché il dialogo può funzionare solo tra persone civili, dotate di pari dignità, con idee e ideali magari diversi ma almeno compatibili. Non si dialoga con un “niente” in doppiopetto! Senti Eva, il tuo paese non mi piace, ma lì, uno come Berlusconi, lo prenderebbero a pernacchie; qui tra qualche anno lo faranno presidente della Repubblica.
E. Be’, se è questo che vuole la maggioranza degli italiani…
C. Ma vaffaunculo … la maggior parte della gente adorava anche Hitler e Mussolini. Gli italiani la pensano così perché sono addestrati a farlo. Tu prova a sintonizzarti su un qualsiasi tg  e poi confronta l’informazione di massa con le opinioni di massa. Ti accorgerai che coincidono perfettamente.
E. E questo che vuol dire?
C. Che la gente è indotta a pensare quello che gli passano in tv. Non occorre essere dei geni per capire che i guai dell’Italia sono i medici che trafficano con la salute, i rifiuti che arrivano fin sotto il letto, la mafia la camorra e l'andrangheta, il tracollo economico delle famiglie, i mutui fuori controllo, il calo della produzione, la benzina alle stelle. Invece accendi la tv e senti che parlano solo di zingari che rubano e puttane rumene che battono.
E. Be’ ma allora basta spegnere la tv e, no aspetta, che ho detto… subito dopo aver visto Desperate Housewives, ovviamente eh eh eh
C. Tu scherzi, magari fosse così facile. Figurati che qui si vendono più tv al plasma che libri. Nessuno legge i giornali, e il web lo usano solo per scaricare porno.E’ inutile, questo è un Paese imbesuito che da tempo ha smesso di pensare.
E. Vabbè dai, consolati… almeno tu la pensi diversamente. Hai anche la possibilità di scriverlo e di manifestarlo.
C. E vorrei vedere… è che faccio fatica a vivere in un Paese così diviso e incattivito. Ho bisogno di sentirmi parte di una comunità, non di una casta di illuminati.
E. Non alterarti ti prego… oggi ho avuto una giornata pesante.
C. Si capisce che sei stressata: troppe telenovelas, troppe serate mondane, troppo basket, troppi Magnum. A proposito: come ti sembrano i Magnum?
E. Spaventosi. All’inizio non mi sembravano poi così male, ma già al terzo non ne potevo più. E poi c’è che quando lo mordi il cioccolato si spezza e cade da tutte le parti. Sapessi quanti vestiti ho dovuto cambiare per 3 minuti di spot.
C. Dai che ti preparo un caffè.
E. Oh sì, un caffè lungo, come piace a noi in America.
C. Incivili. Il caffè per essere buono dev’essere scuro come la notte e corto come un orgasmo.
E. Guarda che i miei orgasmi sono lunghissimi, durano anche più di un minuto. Piuttosto non avresti anche una di quelle ciambelline tonde piene di crema che in Italia fate così bene.
C. I bomboloni… ma la linea?
E. Ma chi se ne importa, l’ultimo trend è la donna in carne.
author: carlitos_rojos
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lunedì, maggio 05,13:35
 Etciuu! Ma gli alberi non potrebbero scopare come tutti? Polline di merda.
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 Eh dai, ce l’hai proprio con tutti, addirittura con la primavera.
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 Si vede che è il mio destino incattivirmi con il prossimo. Ti spiego: mia madre avrebbe voluto che diventassi un buon marito… fedele, attaccato alla casa e ai figli. Proprio quello che non è mai stato mio padre il quale, con il suo comportamento mi indicava a rimanere scapolo a lungo. La scuola (quel poco che ho fatto) avrebbe voluto fare di me un individuo obbediente, pettinato, ordinato, a posto. Mia nonna Fabiola invece sperava in un bell’ufficiale… “che stanno così bene con la divisa”. I genitori della mia ex-moglie, puntavano su un marito che guadagna, magari in società con il suocero. La mia ex-moglie ancora me lo sto chiedendo. I miei amici pretendevano un instancabile, pronto a bere, a giocare, sempre di buon umore e da mettere nel cassetto quando non è il momento.
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 E tu come sei diventato?
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 E chi lo sa?! Di certo non sono fatto di pongo, che si piega a tutte le volontà e cambia sempre forma…
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Io detesto quel tipo d’uomini. Sono le classiche persone senza spina dorsale.
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 Infatti. Poi ci sono quelli che sono come l’argilla, che prima si piega ma poi si cuoce e non cambia più per tutta la vita. Duro, di carattere, ma è meglio che non trovi mai un sasso su cui cadere…
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 Poveraccio, andrebbe in frantumi.
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 Esattamente.
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 Sì, ma non ho ancora capito, tu come sei?
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 Hai presente una palla di gommapiuma? Ecco, io ho imparato fin da piccolo a rimbalzare sulle volontà altrui. Rimbalzando, oscillando, rotolando. Fingo un po’ di stare al gioco circa i desideri degli altri ma poi balzo via. E’ che a furia di rimbalzare adesso la gomma pare si stia screpolando.
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 Che metafora originale.
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 Grazie…
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 Guarda che non voleva essere un complimento.
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 Ti capisco, in effetti l’originalità non è sempre una qualità. Il più delle volte si riduce ad un mezzuccio per catturare l’attenzione del prossimo… qualcosa che catturi l’attenzione o lanci piccoli messaggi d’impatto senza una logica apparente. Per esempio questo post. L’ho ideato per rispondere ad una domanda di Lau sul suo blog: “Cos’è, secondo voi, l’originalità?” Ecco, questo è un piccolo esempio di originalità.
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 Mah… non credo che questo abbia a che fare con l’originalità.
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 Ok, e allora parliamo di qualcosa di veramente originale, qualcosa di cui non ho mai parlato prima: il pelo pubico!
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 Ehhh!! Ma guarda un po’ che razza di maniaco. Incredibile cosa ti deve inventare uno per cercare di apparire originale.
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 Tranquillizzati Scarlett, è che ho appena scoperto questo bellissimo link, in cui con un percorso fotografico si manifesta l’evoluzione, diciamo “ornamentale”,  del pelo pubico femminile dal 1971 fino ai nostri giorni. E’ impressionante vedere quanto era folto il pelo delle donne fino a qualche decennio fa. E mica lo tenevano nascosto ma posavano per riviste come Playboy.
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 Sì, d’accordo, però adesso non avrai mica intenzione di chiedermi quant’è folta la mia patatina? Sai prima di lanciarmi in questa cosa dovremmo caricare il flusso costante d’intimità che corre da te verso me.
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Dai, provaci… tanto per iniziare, comincia a levarti le mutandine e mostrami la farfallina…

author: carlitos_rojos
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