
Eccomi qua, caro blogghino, sfiancato dalla vita, dal lungo weekend, da questa città, dai nachos al formaggio (li ho ancora qui, sullo stomaco…burp!… vi salutano), e dal lavoro. Ecco, sono soprattutto sconquassato dal lavoro, tanto che questa sera ho preso una decisione suprema: smetto di lavorare, definitivamente! Non sto scherzando. Giuro che fino a domattina non se ne parla più. Amen.
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Fine settimana fuori città, ospite dai miei soliti amici toscani. Tutto bene, tutto rilassante e gradevole, come dev’essere un weekend al mare. Ho portato anche lei – così gliela faccio conoscere - ed è stato carino per tutti. Poco prima di tornare, la mia amica toscana, pinzandomi la manica della camicia mi ha sussurrato che lei le piaceva, che dopo tanto tempo finalmente mi vedeva disteso.
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Siamo tornati “a palla” perché avevamo in testa di andare a vedere “Ratatouille” e poi cenare in pizzeria. “Vedrai usciremo dal cinema affamati” le ho detto, già pregustando un certo languorino. E invece no… mi sono giocato tutto per una porzione di nachos comprata dentro il cinema. “Almeno una pizza!?” mi ha chiesto lei sconsolata. “No, mangiala tu, se ci riesci; io ti accompagno”. Ok, lei ordina, io prendo tempo (chissà, forse mi torna l’appetito) e contemplo il menù. Dopo cinque minuti ripassa il cameriere: “Non avete la polenta concia col capriolo?” chiedo scherzando (che mattacchione). Alla fine ordino una camomilla col limone mentre lei divora una pizza carica di carciofini e funghi.
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Invece il film (Ratatouille) ve lo consiglio. E’ un piccolo capolavoro, che parla di topolini, di buoni sentimenti e di cucina. Come non provare tenerezza per quel topazzo con un’aspirazione così immensa: diventare un grande chef. Date retta a me: scaricatelo dal web, oppure meglio, gustatevelo al cinema. Però evitate i nachos al formaggio, rischiano di rovinarvi il dopo cinema!